Ancona, 12 gennaio 2018 - Viaggiavano a bordo di un furgoncino, carichi di materiale utilizzato per furti e assalti ai bancomat, fermati tre cittadini bulgari. I tre, probabilmente ladri in trasferta, al momento del controllo incrociato da parte del personale della Digos e della Polmare di Ancona, hanno sostenuto che la merce era diretta ad un meccanico di Milano. Su dove fossero diretti, la risposta ha insospettito gli inquirenti: "Stiamo andando in Trentino per una vacanza sugli sci".

Dai controlli documentali è emerso che due dei tre bulgari, i cui documenti erano reali, avevano un bel curriculum di reati predatori nel Paese balcanico, tuttavia sconosciuti sui terminali italiani. Il terzo aveva carta d'identità e patente contraffatti e per lui è scattato l'arresto e il successivo respingimento verso la Grecia, a bordo della stessa nave con cui si er imbarcato. L'arsenale sequestrato non era composto da armi, ma da materiale senza dubbio usato per scopi criminali. In particolare le due bombole all'acetilene e la 'marmotta', un marchingegno usato dai banditi proprio per far saltare i bancomat. Sequestrati anche trapani, scanner, cellulari e via discorrendo.


Il porto di Ancona è uno dei principali dell'Adriatico e accoglie navi da Grecia (area Schengen), Albania e Croazia (extra Schengen). I controlli sono fittissimi e in passato hanno riguardato anche l'attività antiterrorismo, in relazione ai foreign fighters in transito tra Europa, Medio Oriente e Nordafrica. Diversi gli approfondimenti effettuati negli ultimi quattro anni su persone sospettate di essere simpatizzati o potenziali adepti del Califfato. Nel corso del 2017 lo scalo dorico ha effettuato 90mila controlli su persone appena sbarcate e su 1500 autovetture. Sono stati 134 gli irregolari/clandestini (che si erano nascosti a bordo di veicoli, camion in particolare) identificati e respinti.