Cupramontana (Ancona), 12 ottobre 2017 - «Io credo che Mariya non abbia fatto un gesto stupido, piuttosto penso a un momento suo per pensare. Mi manca tanto, ma mi fido di lei, e so che tornerà da noi presto. Siamo stati insieme la sera prima della scomparsa a cena e abbiamo giocato e scherzato come fanno i fidanzati. Poi l’indomani (domenica, ndr) era fuori a pranzo con la mamma, ci siamo sentiti e stava bene, scherzava, era tranquilla».

Francesco Guerra è ancora sotto choc ma il suo «istinto» gli dice che la sua Mariya, Mary per gli amici, è viva. Ieri (quarto giorno dalla scomparsa) le ricerche con i cani molecolari sono state stoppate: Mariya, la 19enne di origini ucraine ma da una decina a Cupramontana con la mamma, domenica pomeriggio è sicuramente salita a bordo di un’auto all’altezza del consorzio agrario, verso la Statale che scende verso Poggio Cupro. Resta da capire se volontariamente o meno. Ieri sono arrivate ben tre segnalazioni: due da Jesi dove sarebbe stata avvistata martedì e una a Moie.

Segnalazioni al vaglio dei carabinieri guidati da Luca Martarelli, comandante della stazione di Cupramontana, ma che fino ad ora non hanno portato a Mariya. Il contatto dei militari è costante con il fidanzato e le amiche. Al vaglio anche le telecamere della stazione di Jesi perché Mariya avrebbe cercato di fare un biglietto del treno. «Mai avrei pensato potesse fare un gesto del genere – aggiunge – andarsene senza dire nulla e senza documenti, né telefono. Quando domenica dopo cena mi hanno chiamato i carabinieri per me è stato un vero choc. Nessun messaggio né segnale. Ho cercato nelle cose di lei a casa, nella scrivania, ma nulla».

E nel passato di Mariya non ci sarebbero nemmeno ex ‘scomodi’: «L’ultimo risale a un anno fa. Lo avevamo incontrato di recente ed erano tranquilli». Mariya non era una ragazza da social: «Lo usava poco – spiega Francesco –. Comunque ho controllato e non c’è nessun messaggio, né a me, né alla sua migliore amica». Ieri mattina mamma Ljuba è uscita dall’abitazione di via Bovio, per andare a prendere sua sorella, la zia di Mariya. Poi la visita del parroco don Giovanni Rossi che si è trattenuto qualche minuto in casa: «Ho voluto esprimere alla mamma e alla famiglia Dottori la vicinanza di tutta la comunità. La nostra è una partecipazione silenziosa, una vicinanza discreta, preghiera nella condivisione di questo grande dolore e speranza che tutto possa risolversi. Che l’angelo custode di Mariya – conclude - possa veramente accompagnarla». Del resto martedì e ieri in paese si è svolta una veglia di preghiera. La mamma non vuole aggiungere altro se non dire: «Non auguro a nessuno davvero di vivere questi momenti». Poi si chiude in casa, lasciando fuori anche le telecamere. «Mariya non ha preso le lenti a contatto, né i documenti, per questo non può essere una fuga premeditata» ha riflettuto la mamma.