Falconara (Ancona), 24 dicembre 2017 - La città è in lutto per la morte di monsignor Leonida Fabietti per tutti ‘don Leo’, fondatore della chiesa di San Giuseppe di via Italia, di cui è stato parroco per 47 anni. Don Leo è morto questa mattina alle 11 a 87 anni, nella casa di riposo Opera Pia Mastai Ferretti, dove era ricoverato da aprile.

Il funerale sarà celebrato il 26 dicembre da monsignor Angelo Spina nella ‘sua’ chiesa alle 14.30, dove la salma sarà esposta già domani, nel giorno di Natale. Quell’edificio inaugurato nel 1978, che ha guidato fino al 2013 e che i parrocchiani conoscono come ‘la chiesa di don Leo’, lo accoglierà anche per l’ultimo saluto.

Tanti coloro che vogliono lasciare la loro testimonianza. Chi gli è stato accanto anche negli ultimi mesi di malattia è Marco Luchetti, ex assessore regionale al Lavoro. «Avevo conosciuto don Leo nel ’59, appena mi trasferii a Falconara – ricorda –. Allora era viceparroco di don Baldoni, poi nel ’64 divenne parroco di Palombina: la messa all’epoca si celebrava in un garage e don Leo si è attivato per costruire la nuova chiesa con l’aiuto di tutti. Ha sempre detto che non avrebbe fatto nulla se non ci fosse stato il sostegno dei parrocchiani. Si spendeva sempre per tutti e nessuno poteva dirgli di no, così il contributo dei parrocchiani è arrivato anche per costruire altre strutture, come la casa a Pie’ di Lama, ora terremotata, per i campi scuola, le ferie estive gli incontri con le famiglia. E ancora la chiesetta di Barcaglione, con una struttura anch’essa rivolta ai ragazzi.

Per i giovani erano nate anche le squadre di pallavolo, pallacanestro e calcio, il mondo scout. Soprattutto era riuscito a creare una vera comunità. Se dovessi dirgli qualcosa direi solo una parola: ‘Grazie’». Anche il sindaco Goffredo Brandoni aveva conosciuto don Leo a fine anni ’50, quando era viceparroco di don Baldoni. «Ricordo che don Baldoni era sempre molto austero con i ragazzi – dice il sindaco – ed era don Leo che ha cresciuto noi giovani, attraverso l’attività dell’oratorio e lo sport: giocavo a pallacanestro nella Stella Maris, che in quegli anni si stava affermando anche grazie al suo impegno».

Il vicesindaco Stefania Signorini ne sottolinea, oltre che l’impegno verso i giovani, quello per la vita associativa. «Era un punto di riferimento – dice – e al di là della sua vocazione si è speso per la comunità in maniera importante». Antonio Mastrovincenzo, presidente del Consiglio regionale, ricorda don Leo come «un prete buono, geneorso, determinato, che ha visto crescere intere generazioni e ha lavorato sempre per il bene della comunità. A lui mi legavano stima e profondo affetto».