Fabriano (Ancona), 9 agosto 2017 - Alle cinque del mattino la gioia più grande per l’improvviso arrivo anticipato di quasi un mese di una bimba che aveva tanta fretta di venire al mondo attraverso il parto effettuato in casa senza assistenza medica, appena dodici ore dopo è però giunta la tragedia del decesso della neonata per l’arresto cardiaco generato da fortissimi problemi respiratori. Un dramma atroce quello consumatosi in un maledetto lunedì di piena estate per una coppia – lui originario di Macerata, lei straniera – residente alla periferia di Fabriano che ha visto spegnersi nel modo più crudele la luce di una vita appena cominciata.

TOCCHERÀ all’autopsia di venerdì fare chiarezza sulle reali cause del decesso della neonata su cui la Procura ha aperto un fascicolo di inchiesta attraverso il quale i due genitori sono indagati con l’ipotesi accusatoria di omicidio colposo. Nessuna responsabilità sembra profilarsi per i medici, anche perché allo scattare dei soccorsi la piccola era già in fin di vita. Tutto è iniziato prima dell’alba quando la donna ha avvertito fortissimi dolori chiedendo al compagno di aiutarla a gestire le fasi così convulse e a procedere con il parto naturale in casa senza richiedere l’assistenza medica. Tempo qualche decina di minuti e gli occhi dei due genitori si sono bagnati delle lacrime di felicità per l’arrivo della piccolina che sulle prime non avrebbe dato particolari segnali di sofferenza o disagio.

PER ALCUNE ore tutto è filato liscio fin quando, però, attorno alle 15 la piccola ha manifestato i primi problemi respiratori. Minuto dopo minuto la situazione è divenuta sempre più preoccupante con l’uomo che ha deciso di avvertire i soccorsi in quanto la bimba stava diventando cianotica. E’ stato lui stesso, su consiglio dei medici, ad accompagnare la figlia al quartier generale dell’eliambulanza per il trasporto all’ospedale Salesi di Ancona, dove la piccola è giunta in condizioni disperate, spirando pochissimi minuti dopo il suo arrivo.

«PER SALVARLA – racconta il papà tra le lacrime – abbiamo fatto di tutto: il destino è stato crudele con noi che ci sentiamo persone perbene, non certo dei mostri. Non avevamo ancora deciso dove sarebbe nata nostra figlia. Mancava quasi un mese alla scadenza originaria e stavamo confrontandoci su quale fosse la soluzione migliore. Forse saremmo andati a partorire all’estero nel Paese d’origine della mia compagna». La donna ha altri due figli nati da una precedente relazione, uno attraverso il parto in casa, l’altro in ospedale. «Quello che abbiamo vissuto nelle ultime ore – aggiunge il papà – è davvero sconvolgente. Penso a noi e anche a chi ha dovuto affrontare tragedie simili per le cosiddette ‘morti in culla’ che purtroppo non sono rare, qualunque sia il luogo in cui è avvenuto il parto. Credetemi, sono momenti durissimi, per questo vorremmo che si rispetti il nostro dolore e che la gente capisca quanto difficile sia affrontarlo».