Ancona, 11 luglio 2017 - Sono dieci le opere d’arte recuperate dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Ancona, guidati dal maggiore Carmelo Grasso, in un’operazione che si è svolta fra Marche, Piemonte - dove sono stati realizzati i furti di tutti i beni - Lazio ed Emilia Romagna. Le indagini hanno seguito due filoni, entrambi iniziati con dei controlli nel mercato dell’antiquariato «L’antico e le palme» di San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno) permettendo di ritrovare i reperti, datati fra il 1600 e il 1700, con un valore complessivo stimato di 100 mila euro. Quattro le persone indagate per ricettazione. La prima operazione, iniziata nel 2014, è partita da un controllo dei Carabinieri su due dipinti che erano sul banco di vendita di un antiquario della provincia di Macerata nel cui negozio sono stati poi trovati altri due pezzi, tutti risultati rubati in un’abitazione di Torino nel 2006. I quadri sono una marina di Pieter Mulier detto Cavalier Tempesta, secondo le expertise dei proprietari, due battaglie di Van Der Meulen, e un volto di donna di Forabosco.

L’altra indagine, invece, è partita nell’agosto 2016 da una verifica su due teste di angeli di un altare, che risultavano ridipinte male al restauro, e due putti, posseduti da un antiquario romano a cui erano stati venduti da un antiquario della provincia di Mantova, in possesso di una documentazione parziale da cui risultava un passaggio in Austria dei beni. Tutti erano stati rubati nel giugno 2015 in provincia di Vercelli. I primi erano stati portati via dal santuario Madonna delle Pietre Grosse di Piode di Pietre Grosse, i secondi dalla chiesa Santa Lucia di Montescheno di Zonca. Gli angeli sono stati ritrovati a casa di un collezionista di Reggio Emilia, che era in possesso anche di due dipinti in olio del ‘700, ritratti di un notaio e di sua sorella, rubati in una casa di Alessandria nell’aprile 2001.

«Fondamentale - ha spiegato il maggiore Grasso - è stato l’utilizzo della tecnologia, soprattutto della Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, in cui sono censiti un milione di oggetti, insieme alla sensibilità e alla competenza dei Carabinieri del Nucleo. Altri fattori per il successo delle indagini sono l’organizzazione territoriale e il ricordo dei cittadini, sia di chi ha subito il furto sia quello collettivo, specie per quanto riguarda le opere ecclesiastiche». Alle indagini, coordinate dalle procure di Torino e di Ascoli Piceno, hanno partecipato i Carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Torino, Bologna, Roma, Monza e i Comandi provinciali di Ascoli Piceno, Macerata, Torino, Alessandria, Vercelli, Mantova e Reggio Emilia. Giovedì tutte le opere saranno restituite ai proprietari.