Osimo (Ancona), 7 settembre 2017 - Migliaia di persone sono senza acqua potabile dallo scorso martedì pomeriggio a Padiglione di Osimo. Occorrono almeno 48 ore per gli esiti delle analisi dal laboratorio dopo che il prelievo è stato ripetuto martedì. Forse, se le analisi saranno a posto, l’acqua tornerà utilizzabile da domani mattina. Il ripristino della potabilità, che avverrà mediante una nuova ordinanza del sindaco, è subordinato al parere che fornirà l’ufficio competente dell’Asur. Le cause che hanno portato a un innalzamento del numero degli enterococchi, che ha determinato l’inquinamento delle acque della frazione, sono ancora ignote.

Padiglione si sta avvicendando da ieri mattina presto alle tre autobotti: c’è chi è armato di taniche, altri di bottiglie, e pazienta in fila davanti ai mezzi posizionati dall’Astea, i cui centralini sono intasati dalle chiamate, nelle vie dei Tigli, Po e Arno. La rabbia però sale. «Siamo senza acqua nelle case praticamente, dobbiamo sigillare i rubinetti perché in pratica il batterio muore, ci hanno detto, se l’acqua viene bollita a una temperatura superiore ai sessanta gradi – dicono dal comitato di quartiere –. L’informazione non è stata adeguata secondo noi.

Solo ieri mattina sono passati con gli altoparlanti, alcuni non sapevano nemmeno delle autobotti». Alcune attività sono rimaste chiuse, come il bar «Tavoloni», che ha appeso un cartello di scuse per il disagio dovuto alla decisione «ardua», come recita il volantino, di sospendere a livello temporaneo l’attività per evitare possibili disagi. Solo «Fior di grano» resta aperto e ha già chiesto un’altra autobotte. «Considerato che nella zona ci sono molte attività agricole e nel campo della ristorazione e che la gente del posto non ha ben capito come comportarsi – afferma il consigliere del Gruppo Misto Maria Grazia Mariani – e visto che anche le frazioni limitrofe potrebbero essere coinvolte, chiedo di convocare un consiglio di quartiere allargato urgente per dare tutte le informazioni utili a tutela della salute dei cittadini».