Ancona, 12 agosto 2017 - C’è un sentiero immerso nel Conero, uno dei più belli e selvaggi, che però racchiude anche episodi di vandalismo e persino urla, minacce e insulti da parte di privati, probabilmente infastiditi dal passaggio dei turisti davanti alle loro proprietà.

E’ il numero 318, l’anello della Gradina, cinque chilometri e mezzo che si sviluppano tra il Poggio, Varano e Camerano. Alcuni turisti hanno visto e vissuto tutto sulle proprie spalle e si sono indignati a tal punto da denunciarlo all’ente Parco del Conero. A oggi lo stesso sta valutando se sporgere denuncia alle autorità competenti.

"Il danneggiamento della segnaletica e delle strutture nei sentieri è purtroppo un fatto ricorrente che segna un grave disagio di valori e indifferenza alle regole di convivenza – afferma Gilberto Stacchiotti, presidente dell’ente Parco, che va per ordine –. Non implica soltanto costi di ripristino a carico di enti pubblici ma mette a rischio la sicurezza dei fruitori e danneggia l’immagine del Parco".

Esattamente un anno fa ignoti avevano rubato 33 cartelli segnaletici e dopo un mese, a settembre, erano tornati, forse gli stessi, per distruggerne e imbrattarne altri lungo i sentieri del Parco del Conero. Avevano preso di mira quelli provvisori sistemati da pochi giorni in sostituzione agli altri divelti o distrutti, per danni che ammontavano a oltre cinquemila e 300 euro.

"A questo malcostume si aggiunge spesso la prepotenza di quanti, per un esasperato concetto di proprietà privata, affrontano gli escursionisti con minacce, ingiurie e aggressioni verbali che sconfinano penalmente – continua Stacchiotti –. Il parco è di tutti e la fruizione dei 18 sentieri ufficiali è libera nel rispetto delle regole. Bisogna partire da qui in questa estate per denunciare due modalità di comportamento che evidenziano l’arroganza di quanti si accaniscono contro questo straordinario territorio".

In un avviso appena diffuso sul sito, l’ente conferma che la rete escursionistica del Parco, seppur sviluppata su proprietà privata, è garantita da servitù di passaggio e quindi gode di specifica tutela normativa. "Qualora si verificassero ulteriori aggressioni atti di vandalismo come recentemente segnalato da escursionisti nel sentiero 318 o altrove – aggiunge Stacchiotti –, si invitano gli stessi a denunciare immediatamente tali fatti contattando il comando Forestale o l’Ente parco. Con questa campagna per la legalità vogliamo combattere comportamenti che danneggiano l’Ente Parco, il territorio e quanti ne vogliono godere liberamente".