Ancona, 9 giugno 2017 - Era agli arresti domiciliari per scontare un anno e sei mesi di reclusione ma durante uno scatto d’ira in casa, ha picchiato selvaggiamente la moglie minacciandola anche di morte. L’uomo, un tunisino di 49 anni arrestato nel settembre del 2008 perché trovato in possesso di sei grammi di cocaina e un e mezzo di hashish pronti per lo spaccio oltre a due coltelli a serramanico, è così finito nel carcere di Montacuto dove sconterà il resto della pena.

Nei giorni scorsi  l’uomo, dopo aver dato in escandescenza, non si era fatto troppi problemi nel mettere le mani addosso alla consorte, e tutto ciò era avvenuto inoltre di fronte ai figli, rimasti impauriti e impressionati per la violenza inaudita del padre riversata nei confronti della donna.

A nulla erano valse nemmeno le suppliche dei bimbi affinché la facesse finita. Immediatamente era stato contattato il 113 e sul posto erano intervenute le Volanti della questura per mettere la parola ‘fine’ a quella violenza inaudita. I poliziotti, con non poca fatica, erano riusciti a riportare alla calma lo straniero, andato su tutte le furie per motivi che nemmeno lui era riuscito a spiegare. Immediatamente però i poliziotti hanno fatto anche scattare la segnalazione all’Ufficio di Sorveglianza di Ancona che ha provveduto a revocare la misura alternativa della detenzione domiciliare, ordinando la traduzione in carcere per incompatibilità della misura; tutto ciò a causa del comportamento e l’alto rischio per l’incolumità dei famigliari.

Una misura scattata appunto per la seria preoccupazione che l’episodio di violenza si sarebbe molto probabilmente potuto ripetere non solo nei confronti della donna, ma questa volta anche dei bimbi. A far scattare le manette ai polsi del tunisino, nel pomeriggio di mercoledì, sono stati gli uomini della Sezione Catturandi della Squadra Mobile dorica che lo hanno condotto fino alla casa circondariale.

Non è escluso che l’uomo, anche in altre occasioni, possa aver picchiato la moglie che, forse per timore di ripercussioni, non ha denunciato la cosa fino a quando non è avvenuta anche sotto agli occhi dei figli.