Ancona, 25 luglio 2017 - Un 'ciao' oppure un ‘occhiolino’ che lascia decisamente intendere la disponibilità a prestarsi per un momento di intimità. Sono questi i ‘codici’ utilizzati dalle prostitute che esercitano lungo le vie del Piano e che aumentano di numero giorno dopo giorno (FOTO).

Le più disinibite si lasciano anche andare in un diretto «‘Facciamo sesso?’ - spiegano alcuni pensionati che in corso Carlo Alberto si ritrovano per fare due chiacchiere sull’Ancona Calcio -. E poi ecco la mano che scivola sulla spalla mentre noi ce ne stiamo seduti. Le allontaniamo subito – spiegano – anche perché, con tutto questo voler cercare di trovare un contatto per forza, hai visto mai che non mirino pure a rubarti il portafoglio? Ce ne sono di ogni età e ad ogni ora del giorno. Mirano soprattutto a persone della nostra età e alcune sono pure minorenni: avranno tra i 15 e i 17 anni al massimo».

Giovani dunque, ma purtroppo anche ragazzine già instradate al meretricio. Il fatto che siano minorenni «Lo si capisce subito e non solo dal viso. Non ripetiamo cosa dicono – aggiungono -, ma lo fanno intendere chiaramente».

Le tariffe? «Ai nostri no – proseguono – c’è chi si è proposta anche a 5 euro ‘per un lavoretto’. E’ uno schifo che tutto ciò sia alla luce del giorno e nessuno riesca a fermare questa ondata. E poi – concludono – c’è pure prostituzione da parte di uomini che cercano altri uomini».

«Le prostitute? Qui è pieno, ed è uno schifo. Non capisco come non si riesca ancora a debellare questo fenomeno sempre più dilagante – fa Stefano Candelari -. Camminano in corso Carlo Alberto e in via Giordano Bruno e ti strizzano l’occhio; dopo due minuti eccone altre: chi in coppia e chi da sola. Spesso le vedo salire in macchina o andare verso la zona dei giardini Margherita. C’è anche chi se ne prende due insieme. Pian piano si sono fatte sempre più sfrontate: se prima lavoravano di notte, ora anche al mattino presto».

Infatti, proprio ai giardini di via Ragusa, i preservativi lasciati a terra non mancano, insieme a bottiglie di birra.

«Sono tutte africane – aggiunge Sandro Gambelli – e non ti lasciano in pace. Quando me ne sto a prendere un po’ di fresco sulle panchine di corso Carlo Alberto, mattino o pomeriggio che sia, ecco che arrivano. Ci si sente anche in imbarazzo perché vengono di continuo e stanno lì anche ad insistere, facendoti fare figure poco piacevoli soprattutto se in quel momento incroci qualche amico o amica. Spesso poi si radunano al distributore automatico di bevande e snack, diventato una sorta di ritrovo». «In poco tempo sono triplicate – dice Andrea Pareschi, titolare dell’edicola omonima di corso Carlo Alberto -. Passeggiano qui davanti di continuo e mirano soprattutto ad adescare gli anziani in maniera spudorata. Camminano fino a via De Gasperi, poi vanno verso la stazione e tornano in questa zona».

Prostitute «che prendono anche appuntamenti al telefono – aggiunge un altro commerciante -. Camminano e parlano al cellulare dopodiché vengono caricate da qualche auto per poi essere riportate qui, e via così. E’ peggio della Flaminia con la differenza poi – conclude – che siamo in città».