Ancona, 5 ottobre 2016 - "Con 20 euro faccio tutto". La prostituzione in strada non è solo agli Archi, ma a luci rosse è anche il Piano. E’ infatti in corso Carlo Alberto che abbiamo un nuovo incontro. Una giovane ragazza seduta su una panchina ci aggancia, nel vederci passare, con il solito «Ciao». E’ la tattica ormai adottata e ripresa dalle prostitute nigeriane che si muovono nel vicino quartiere. La seconda domanda però questa volta non è: «Abiti qui vicino?» ma «Andiamo nel parcheggio?». Rispondendo «Quale parcheggio?» la giovane, che dice di essere del Ghana, indica quello alle spalle della piazzetta della Coop e, se per caso al cliente non andasse bene perché troppo illuminato, «quello più avanti o il parco» riferendosi prima a Largo Sarnano e quindi ai giardinetti Margherita di via Ragusa.

La proposta è dunque quella di ‘consumare’ in strada. Se non si hanno soldi con sé (la scusa che adottiamo ndr), sono però pronte le sue indicazioni: «Hai tanti bancomat qui», puntando con la mano quelli in piazza Ugo Bassi e invitando ad andare a prelevare. Quello che ci viene proposto è dunque una sorta di ‘pacchetto del sesso’ ad un prezzo che certamente è alla mano di tutti e grazie al quale si possono raggiungere innumerevoli clienti. Proseguiamo nella passeggiata e la ragazza, intorno alle 1.45, si alza e riprende a camminare in direzione di piazza Ugo Bassi fino a quando non incrocia un’auto. Lei e l’automobilista parlano pochi istanti dopodiché la donna fa cenno di andare più avanti e attenderlo in via Lotto anziché salire subito in macchina. Tutto ciò, serve alla ragazza per avere il tempo di fare una telefonata.

Il silenzio della notte, lascia percepire il suono di un cellulare che squilla poco distante, nei pressi del capolinea dei bus in piazza Ugo Bassi. Le telefonate si concludono contemporaneamente e la ragazza sale in macchina dirigendosi verso Vallemiano. Non è l’unica. In serata ne abbiamo già notate e incrociate molte altre. Alcune camminano anche in coppia. Spesso, come avviene spostandoci agli Archi, vengono raggiunte da alcuni connazionali che fanno dei gesti come per indicare il giro da fare e poi farle subito allontanare: una donna in compagnia di un uomo non verrà mai ‘fermata’ come invece è più probabile per una donna da sola.

Il giro di prostituzione è infatti talmente fitto che anche gli automobilisti hanno imparato a individuarle e a fermarle per primi, notandole camminare sul ciglio della strada, e sempre con il telefono in mano. Non hanno borse e l’abbigliamento è sempre molto semplice. Dove mettono dunque i soldi? Li tengono appallottolati in tasca rischiando di perderli o li danno a qualcuno? Un punto di ritrovo è quello della piazzetta degli Archi dove le ragazze iniziano a lavorare già dal primissimo pomeriggio fino a tarda notte. Un giro d’affari che, proprio per l’esigua richiesta di denaro, frutta molto. Basta semplicemente legare una bicicletta ad un palo per essere avvicinati come accade, appunto, in piazzetta. Le donne si staccano dal gruppetto per poi tornarvici in caso di diniego, ma questo quando ormai è notte inoltrata e c’è sempre meno gente in giro. All’altezza dei portici notiamo anche che, in un’altra occasione, una ragazza viene seguita da un connazionale che la mette poi spalle al muro e inizia a parlarle trattenendola. Forse per scherzare, forse no.