Ancona, 29 ottobre 2017 - Da 20 giorni sembra essersi polverizzata. La scomparsa di Renata ‘Reny’ Rapposelli, pittrice di 64 anni smaterializzatasi da Ancona, col passare delle ore assomiglia sempre di più a un giallo. Intriso di stranezze. Che cominciano il giorno del suo allontanamento da casa, il 9 ottobre. Quando la donna chiude la porta della sua abitazione in pieno centro storico, ad Ancona, per andare a prendere un treno per Giulianova. "Vado a vedere mio figlio" confida agli amici di un gruppo di preghiera che ultimamente frequenta.

Il ragazzo effettivamente esiste e abita in Abruzzo, a Giulianova, insieme all’ex marito di Reny. Un uomo con con cui la pittrice ha un rapporto complicato. Dalla separazione le cose non vanno bene. Frequenti i litigi per motivi di soldi. Lei accusa lui di non dargli l’assegno di mantenimento. Lui accusa lei di creargli uno stato d’ansia notevole. Ma i due accettano di vedersi alla stazione di Giulianova. La donna non fa in tempo a scendere dal treno che subito si mette a litigare con il suo ex marito.

Sicuramente qualche testimone di quella scaramuccia c’è. E le telecamere della stazione avranno ripreso. Fatto sta che i due continuano a battibeccare e si dirigono verso casa dell’uomo. Tra le mura domestiche il litigio continua. Al punto che il figlio della coppia non li sopporta più. «Ho detto loro di andarsene da casa» riferisce il ragazzo davanti alle telecamere di ‘Chi l’ha visto?’ e de ‘La vita in diretta’ che in questi giorni si stanno scatenando sul caso di Reny Rapposelli.

Nonostante tutto questo, l’uomo accetta di riaccompagnare a casa Reny. In macchina. E qui una delle tante stranezze. Decidono infatti di passare per la statale Adriatica che, come noto, è una trappola di traffico, anzichè prendere l’autostrada A14. Insomma, due che litigano a più non posso, allungano il brodo e il viaggio inspiegabilmente.

E infatti in macchina i due continuano a dirsene di tutti i colori. Reny avrebbe chiesto al marito di essere lasciata al Santuario di Loreto a pregare. Circostanza, questa, che viene svelata dall’avvocato di Giuseppe Santoleri, l’ex marito della pittrice. Ma stressato dai litigi e al culmine dell’ennesima discussione l’uomo accosta e fa scendere Reny a circa 3-4 chilometri da Loreto.

E qui, in una zona evidentemente di campagna, si perdono le tracce della pittrice. Il suo telefono si era stranamente già ammutolito al suo arrivo a Giulianova e non successivamente. Dal 9 ottobre all’inizio della scorsa settimana nessuno cerca Renata Rapposelli. Fino a quando non viene fuori che gli amici del gruppo di preghiera, non sentendola più da qualche giorno si erano rivolti ai carabinieri di Cingoli (uno di loro abita da quelle parti) per denunciarne la scomparsa.

E l’ex marito? Invece di rientrare a casa, a Giulianova, Santoleri si fa ricoverare nell’ospedale della sua città, in psichiatria. Stress. Per due, tre giorni non vede e non parla con nessuno. Poi torna a casa e la notizia della scomparsa di Renata è già di dominio pubblico.

L’uomo continua a non rilasciare dichiarazioni. Per lui parla il suo avvocato, Gianluca Carradori: «Aveva paura di prendere l’autostrada – dice – per cui ha fatto il percorso lungo la statale 16. Mi ha detto che ha lasciato la signora a Loreto perché lei voleva che l’accompagnasse al Santuario a pregare. Ma lui, visto che avevano ripreso a litigare, l’ha fatta scendere prima, a tre-quattro chilometri da Loreto».

Il figlio riferisce ai carabinieri che i genitori erano usciti da casa attorno alle 14.30 e il padre era poi ritornato tra le 16.30 e le 17. Un lasso di tempo non plausibile, dato che avevano preso la statale e non l’autostrada. I due allora sono andati realmente a Loreto o il ragazzo si è sbagliato con gli orari? Inoltre, come mai a casa della donna c’è la sua carta d’identità, trovata dai carabinieri quando hanno ispezionato l’appartamento qualche giorno più tardi?