Ancona, 10 novembre 2017 - A un mese esatto dalla scomparsa di Renata Rapposelli, la pittrice anconetana di 64 anni di cui non si hanno più notizie dal 9 ottobre, i carabinieri del Ris tornano a Giulianova, dove abitano Simone e Giuseppe Santoleri, il figlio e l’ex marito entrambi indagati dal pm di Ancona Andrea Laurino per omicidio e occultamento di cadavere.

Venerdì scorso gli specialisti in investigazioni scientifiche avevano cercato tracce del Dna di ‘Reny’ nella casa dei familiari, che avevano detto di aver ricevuto la sua visita proprio il 9 ottobre, ieri invece i militari del Ris hanno preso tamponi nei locali condominiali limitrofi all’appartamento di Simone e Giuseppe, ossia un immobile del vicino al quale si accederebbe facilmente da una grata, ora disabitato e usato dal 43enne per riporre alcuni attrezzi, ma anche ripostigli e sottotetti in ristrutturazione.

Gli ulteriori accertamenti sono stati disposti dalla Procura anconetana, dopo la segnalazione di una vicina di casa che durante una trasmissione Tv avrebbe raccontato di avere sentito, il 9 ottobre, dei rumori provenienti dall’appartamento contiguo. Gli esperti cercavano capelli e sostanze organiche e se le tracce biologiche della pittrice scomparsa fossero presenti anche in queste stanze la posizione degli indagati potrebbe farsi ancora più pesante 


Perché, infatti, Renata sarebbe passata per quei locali? I familiari hanno parlato solo di una breve visita in casa, interrotta dallo scoppiare dell’ennesima lite per motivi economici. Durante gli accertamenti dei carabinieri del Ris di venerdì e le perquisizioni di sabato successivo, nella casa e sulla Fiat 600 in uso ai Santoleri, sulla carrozzeria dell’auto i carabinieri hanno rilevato piccoli graffi e ammaccature: potrebbero essere frutto di un normale utilizzo, ma a insospettire gli inquirenti c’è anche il fatto che l’utilitaria sia stata portata dal meccanico nei giorni successivi al 9 ottobre, per la sostituzione della scatola del cambio. A casa sono stati sequestrati sette telefoni cellulari riconducibili agli indagati, una chiavetta Usb, un computer, documenti bancari e postali, protesto per assegni, altri riguardanti rapporti con enti previdenziali, finanziamenti e una Sim telefonica, oltre a documenti relativi all’appartamento di via Galilei. Il computer è già finito sotto la lente dell’analista forense Luca Russo, che dovrà ricostruire il ‘diario telematico’ degli indagati. Controllato anche un motorino parcheggiato nell’atrio condominiale e che i Santoleri hanno dichiarato essere loro, un mezzo che è risultato fermo da anni. 


Ieri sono state scandagliate anche le aree attorno all’abitazione, ma di Renata non c’è ancora traccia. I controlli, portati avanti anche dai carabinieri della Compagnia di Teramo insieme ai colleghi di Ancona, sono andati avanti fino a sera, ma senza esito. Il giallo si infittisce. Gli indagati, difesi dagli avvocati Alessandro Angelozzi di Ascoli e Gianluca Carradori di Teramo, hanno sempre sostenuto che Renata, dopo la breve visita, è stata accompagnata da Giuseppe fino a Loreto, dove l’ex marito l’avrebbe lasciata a due chilometri dalla basilica dopo l’ultimo diverbio. E allora che fine ha fatto Renata? Secondo gli amici del gruppo di preghiera la donna doveva assolutamente completare le pratiche per ottenere la pensione entro il 19 ottobre, un obiettivo che la pittrice, in gravi difficoltà economiche, riteneva prioritario. Perché, allora, sparire proprio adesso?