Ancona, 14 novembre 2017 - I primi risultati dell'esame comparativo del Dna condotto sui resti della donna trovata morta il 10 novembre vicino a Tolentino (FOTO) e i campioni di saliva e capelli prelevati dai figli confermano che il cadavere è quello di Renata Rapposelli, la pittrice 64enne scomparsa da Ancona il 9 ottobre scorso, dopo una visita a marito e figlio in Abruzzo. Il test, però, non è ancora completo.

Domani, a Macerata, verrà eseguita l'autopsia, affidata ai medici legali Loredana Buscemi e Antonio Tombolini. Giovedì è previsto invece un sopralluogo dei carabinieri del Ris nella casa di via Pescheria ad Ancona dove la Rapposelli abitava.

Il marito e il figlio della pittrice, Giuseppe e Simone Santoleri, residenti a Giulianova, sono indagati per concorso in omicidio e occultamento di cadavere. 

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LE INDAGINI - La Procura e i carabinieri credono che si tratti di un delitto, su questo non ci piove. E che a commetterlo potrebbe essere stato Simone Santoleri, colui che avrebbe avuto più forza per commettere un atto simile nei confronti di una donna corpulenta come Renata Rapposelli. Il padre, malato e sofferente, difficilmente avrebbe potuto reggere una qualsiasi colluttazione.

Ma allora cosa potrebbe essere successo? Renata potrebbe veramente essere stata accompagna in auto da Giuseppe e dal figlio verso le Marche e potrebbe esserci stata l’ennesima discussione animata. E’ a quel punto che potrebbe collocarsi il delitto. Il corpo, stando di rilievi dei carabinieri, sarebbe caduto dall’alto della strada e finito sul greto del fiume, frenato nella sua corsa dall’alta vegetazione. 

Il marito di Renata ricoverato: "Ha preso troppi farmaci" - Il figlio sotto torchio, si è avvalso della facoltà di non rispondere

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