Ancona, 5 novembre 2017 - Sarà ascoltata domani nella caserma dei carabinieri di Osimo Maria Chiara Santoleri, la figlia 28enne di Renata Rapposelli (FOTO), l’unica con cui la pittrice scomparsa manteneva contatti frequenti, anche perché residente a pochi chilometri da Ancona. La ragazza vive a Osimo e attraverso la sua testimonianza gli inquirenti cercheranno di ricostruire i complicati rapporti tra i componenti della famiglia e di farsi un’idea dello stato d’animo di Renata nei giorni precedenti alla scomparsa.

«E’ molto provata, non vuole parlare con i giornalisti – dice un conoscente della 28enne – ma riferirà tutto quello che sa ai carabinieri». Le parole di Maria Chiara potranno essere confrontate con quanto dichiarato dal fratello Simone e dal padre Giuseppe, entrambi indagati per omicidio in concorso e occultamento di cadavere, che hanno descritto Renata in termini poco lusinghieri e hanno riferito di rapporti deteriorati da anni, specie dal maggio scorso, quando la donna aveva ottenuto un assegno di mantenimento di 200 euro dall’ex marito, che stando a quanto riferisce il suo legale vive insieme al figlio con una pensione di circa mille euro al mese. La donna ultimamente aveva rivendicato anche gli arretrati, una cifra attorno ai 3mila euro.

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Gli inquirenti sembrano seguire una pista precisa, perché con il passare dei giorni l’ipotesi che Renata sia morta prende sempre più corpo. Gli accertamenti dei carabinieri del Ris, disposti dal sostituto procuratore Andrea Laurino, erano proprio mirati a raccogliere tracce biologiche nella casa di Giuseppe e Simone Santoleri, a Giulianova, dove Renata è stata in visita il giorno della scomparsa.

«Nei verbali non emergono sorprese – dice l’avvocato Gianluca Carradori, legale dei due indagati – e non è stato trovato sangue né in auto, né nell’appartamento, dove non ci sono nemmeno tracce di polvere da sparo. La casa resta però sotto sequestro». Il materiale biologico raccolto è però di fondamentale importanza, perché potrebbero confermare il racconto dei due indagati. Al momento non ci sono altri testimoni che hanno visto Renata entrare nella casa di via Galilei, a Giulianova, né i pochi residenti del complesso, abitato in estate dai turisti, hanno sentito urla provenire dall’abitazione. Eppure Simone ha parlato di un diverbio scoppiato poco dopo l’una, subito dopo l’arrivo della madre, che vedendo la cucina ristrutturata ha rinfacciato ai familiari i soldi spesi. Nella zona non ci sono nemmeno telecamere che possono aver ripreso l’arrivo e l’uscita della 64enne.

LE TAPPE DELLA VICENDA - E’ il 9 ottobre quando si perdono le tracce di Renata Rapposelli. Le ultime notizie la davano in Abruzzo dall’ex marito e dal figlio. Il 16 ottobre un amico della donna, di Cingoli, presenta denuncia
ai carabinieri non riuscendo più ad avere sue notizie. Giovedì sera i carabinieri convocano padre e figlio e, dopo un lungo interrogatorio, vengono indagati per omicidio e occultamento di cadavere.

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