Ancona, 11 febbraio 2018 - Insetti nella pasta, frutta macerata e petto di pollo con gelatina maleodorante sopra. La presidente del consiglio di istituto, Manola Giorgini non si fa bastare le rassicurazioni arrivate dall’assessore alle Politiche educative, Tiziana Borini e nemmeno i ragguagli tecnici della dietista Giordana Fioretti. Dopo le platesse al ‘profumo’ di ammoniaca tocca ad altre pietanze del menù a finire sotto accusa.

«Confermo ancora una volta che numerose sono le famiglie che pur mandando i loro bambini in scuole diverse, mi hanno contatta per denunciare casi di malessere e disagi sanitari (nello specifico crampi allo stomaco e dissenteria) proprio nella giornata di mercoledì scorso. Il riscontro dell’assessore è dunque disinformato, fuorviante e gravemente lesivo del diritto alla sicurezza alimentare che si dovrebbe garantire al bambino e quindi alle famiglie; pertanto avrebbe fatto bene a chiamare gli interessati».

La Giorgini, che rappresenta le scuole dei Quartieri Nuovi (Ulisse, Primavera, Ginestra e Gabbianella) chiede anche il perché solo a seguito dell’accaduto «è stato indetto un tavolo di lavoro nonostante numerosi fossero stati gli appelli rivolti dai genitori del Comitato per difformità e anomalie riscontrate nelle varie mense».

In realtà l’assessore Borini aveva specificato che il tavolo del 27 febbraio era stato già messo in agenda da tempo.

Mentre i genitori cercano di capire «per quale motivo viene vietato di fare fotografie ai cibi della mensa», si chiedono anche quale sia il metodo di conservazione di alcuni cibi. «I petti di pollo – scrive la Giorgini – arrivano sottovuoto ricoperti da ben due dita di strato di gelatina giallastra maleodorante; ai genitori deve essere spiegato il procedimento di preparazione di alcune pietanze sia di carne che di pesce. Vogliamo inoltre conoscere la provenienza della frutta, peraltro spesso non servita dal momento che arriva completamente macerata. Vogliamo poi sapere qual è il tipo di pasta somministrata negli ultimi giorni che risulta essere stata portata in una scuola con la presenza di insetti. Così come appare quanto mai assurdo vedere in un centro cottura, al pari di un ristorante, confezioni alimentari in stile domestico: olio da 1 litro anziché lattine da 5-25 litri con forte incidenza sia sui costi che sulle modalità di condimento».

E’ giunto quindi il momento che l’assessore Borini dia seguito alla lettera del 28 giugno del 2017, ricorda ancora la rappresentante di alcuni genitori, «con cui affermava che nel corso di questo stesso anno scolastico sarebbe stato allestito il centro cottura nei locali della scuola Rodari/Primavera».

Rimane sempre valida la richiesta di sospensione del pagamento del costo fisso per almeno un mese a rimborso dei disagi avuti fino ad oggi.