Il Carlino espone
a Fabriano i suoi
125 anni di storia
Il nostro giornale espone a Fabriano, in via Largo fratelli Spacca. Il taglio del nastro è stato preceduto da una tavola rotonda, con il direttore Pierluigi Visci e il vice direttore Pierluigi Masini con politici e industriali
Fabriano (Ancona), 9 ottobre 2010 - UN POMERIGGIO lungo e intenso a metà tra la riflessione per spingere Fabriano e il suo territorio a rialzarsi e la festa per l’inaugurazione delle mostra dei 125 anni del Carlino con le sue «45 mila notti passate a scrivere la storia». Già prima delle cinque del pomeriggio, ora x del convegno sulla crisi del distretto industriale, i primi curiosi hanno cominciato ad affacciarsi nella storica costruzione che ospita anche il Museo della Carta. Qualcuno ha voluto sbirciare in anteprima la mostra inaugurata un paio d’ore dopo, qualche altro, invece, ha sùbito preso posto nell’affollata sala a fianco del chiostro in cui un parterre d’eccezione ha innescato il dibattito sul tema di stringente attualità. Non solo il saluto del direttore del Carlino Pierluigi Visci che ha ribadito il connubio tra il Carlino e la città della carta e la moderazione del vice direttore Pierluigi Masini, ma anche una serie di interventi diretti e decisi delle autorità sedute al nutrito tavolo dei relatori.
In apertura è il governatore regionale Gian Mario Spacca a dire la sua sulla crisi. «Il segreto per rialzarsi — afferma Spacca — è accettare i rischi che il futuro comporta. Non basta più l’uomo Faber: occorre il fare creativo e intelligente. Non bisogna, insomma, impaurirsi dei cambiamenti che la realtà propone, questa è la sfida. Ognuno è fabbro della propria fortuna per questo non si deve pensare solo preservare privilegi e fortune fatti fino ad oggi». Senza peli sulla lingua anche il sindaco Roberto Sorci: «E’ vero, dopo 50 anni di grande sviluppo forse c’è un po’ cresciuta la pancia. Ora non dobbiamo pensare che siano altri a risolverci i problemi. Di sicuro Fabriano non sarà più quella di prima della crisi, anche se si rialzerà. Anche se l’economia, ne sono certo, ripartirà, il problema è ricollocare i lavoratori. Dal 1995 in poi, la città è cresciuta di 700 persone l’anno: il rischio è che fisicamente non ci sia più un posto di lavoro per tutti».
Fare è il consiglio che lancia il deputato del Pd Maria Paola Merloni, «perché il futuro va pensato non individualmente, ma collettivamente. L’esempio di attaccamento al territorio più chiaro è quello di mio nonno Aristide che lasciò Milano per dare qualcosa a Fabriano trasformando l’economia da agricola in industriale. La nostra storia è fonte di grande ricchezza, i nostri valori sono la nostra forza. Il coraggio dobbiamo metterlo insieme per essere protagonisti del nostro futuro. In fondo anche in passato abbiamo superato la crisi, convinti che questa non è solo la città del fare, ma soprattutto del fare bene».
Mentre Francesco Casoli, senatore Pdl, ricorda che «Fabriano ha sempre avuto una vocazione manifatturiera». Per Massimiliano Polacco di Confcommercio «è tempo di investire sulla formazione diversifica e mirata al territorio a vocazione manifatturiera. Una formazione, insomma, che non sia a beneficio dei formatori, come troppo spesso accade, ma dei formati». Parole di speranza prova a lanciarle il direttore delle Grotte di Frasassi Marco Filipponi: «Un territorio che ha già vinto sa come farlo e quindi può riuscirci di nuovo». Tutto incentrato, invece, sugli auguri al Carlino per i suoi 125 anni l’intervento del vescovo Giancarlo Vecerrica. «Mi sono chiesto – afferma il presule – come si giudica un giornale e mi sono risposto che i veri giudici sono sempre i lettori. Secondo me, comunque, un giornale è meritevole di interesse se lo leggo con la penna, cioè se prendo appunto, sottolineo le frasi che mi colpiscono, insomma è in grado di farmi riflettere. Il Carlino lo è».










