L'Api annuncia 140 esuberi, Subito fissati due scioperi

Il piano industriale presentato dall'azienda prevede il taglio del 30% della forza lavoro nella raffineria di Falconara. Ma i sindacati non ci stanno. L'ad dello stabilimento: "Apriamo un tavolo di confronto"

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Centrale Api di Falconara (foto Cimino)
Centrale Api di Falconara (foto Cimino)

Falconara, 2 ottobre 2009 - Sembra proprio non voler finire il periodo nero che sta interessando il mondo del lavoro nelle Marche. L'ultimo annuncio di taglio del personale dipendente riguarda la raffineria Api di Falconara dove, in seguito alla presentazione del nuovo piano industriale, a rischiare il posto sono 140 lavoratori, pari al 30% del numero totale degli addetti.

 

Pronta è arrivata la risposta di Rsu e sindacati (Filcem-Cgil, Uilcem-Uil e Felcam-Cisl) che hanno proclamato due giornate di sciopero per il 12 e il 19 ottobre. Ancora nessun incontro, comunque, è avvenuto tra lavoratori e dirigenza e quindi c'è ancora mistero sulle modalità con cui i tagli all’organico verranno attuati e sulla possibilità di richiedere cassa integrazione o mobilità.

 

Da parte dell'ad dello stabilimento falconarese Giancarlo Cogliati è arrivata una prima apertura ai sindacati: c'è, infatti, la volontà di "aprire quanto prima un tavolo di confronto per approfondire gli aspetti tecnici e stabilire come utilizzare al meglio gli strumenti disponibili". A fare da sfondo a questa vicenda ci sono le polemiche relative al progetto di una nuova centrale da 580 Mw che l’Api vorrebbe realizzare a Falconara (con il via libera del ministero dell’Ambiente) ma al quale la Regione Marche si oppone.

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