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A. Merloni, fumata nera
a Roma, entro febbraio
la firma dell'accordo

Il presidente della Regione Gian Mario Spacca, alla fine del tavolo delle trattive a Roma, trova comunque positivo aver fissato l'appuntamento, ma definisce "insoddisfacente" l'incontro (a cui non era presente il ministro Scajola)

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Uno stabilimento Antonio Merloni (Foto Bartocci)
Uno stabilimento Antonio Merloni (Foto Bartocci)

Ancona, 8 febbraio 2010 - "Un incontro non soddisfacente ma siamo comunque riusciti a conseguire un risultato positivo: la data per la firma dell’Accordo di programma". Questo è stato il commento del presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca, all'uscita dall’incontro di oggi a Roma, nella sede del ministero dello Sviluppo economico, sulla crisi dell'Antonio Merloni.

 

Ad accompagnare Spacca c'era anche l’assessore regionale al Lavoro Fabio Badiali. "L’incontro - ha detto il governatore - sarebbe stato positivo se avessimo sottoscritto oggi l’accordo di programma a favore dei territori e dell’indotto di piccole imprese dell’entroterra coinvolti dalla crisi della Merloni, che stiamo ricercando ormai da tantissimo tempo".

 

Spacca guarda al bicchiere 'mezzo pieno': "Siamo riusciti a strappare ai tecnici del ministero, dato che il ministro era assente la data entro cui verrà sottoscritta l’intesa. La firma avverrà entro il mese di febbraio, con una disponibilità finanziaria di almeno 40-50 milioni di euro da parte del Governo nazionale, a cui andranno aggiunte le risorse che le Regioni riusciranno a reperire attraverso il Fondo Sociale Europeo e i Bilanci regionali".

 

"La Regione Marche - ha promesso Badiali - farà la propria parte per sostenere il rilancio delle attività aziendali e garantire un futuro occupazionale e di crescita economica ai territori interessati".

 

C'è chi ha preso con meno filosofia l'assenza di Scajola al tanto attesto tavolo delle trattative, ed è l'onorevole David Favia (Idv) che ha definito l'assenza del ministro "sconcertante". Favia ha poi aggiunto che "il presidente delle Marche Gian Mario Spacca, i rappresentanti degli enti locali, i sindacati e il sottoscritto abbiano dovuto fare un pressing forsennato sui funzionari ministeriali per strappare la promessa della firma dell’accordo di programma entro fine febbraio".

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