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Merloni, i cinesi: "Ci piace
e se la compriamo, tutti
restano al loro posto"

Dopo la visita agli stabilimenti, i vertici di 'Machi China' hanno espresso grande interesse per l'acquisizione dell'azienda, garantendo, in caso di acquisto, "il mantenimento di operai,ingegneri e architetti". Cresce l'attesa per l'incontro di oggi ad Ancona con il ministro Scajola

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Uno stabilimento Antonio Merloni (Foto Bartocci)
Uno stabilimento Antonio Merloni (Foto Bartocci)

Fabriano (Ancona), 19 marzo 2010 - "Questa azienda ci interessa. Stiamo già studiando come utilizzare i 3.200 lavoratori dell'impresa". Ebbene sì, a questi cinesi l'affare Merloni sembra proprio piacere.

 

Alle 16 di ieri, nella cornice dell'aula magna del relais 'Marchese del Grillo' si sono presentati i massimi vertici del colosso asiastico 'Machi China': l’amministratore delegato e vice presidente Xie Binghzen, la direttrice finanziaria Fan Pingping, il vice presidente della controllata ‘Otto Italia’ Marco Zhou Yue e il manager Keung Tung. A riceverli il presidente della Regione Gian Mario Spacca.

 

"Operiamo soprattutto nel settore della logistica, ma anche la commercializzazione degli elettrodomestici rientra tra i nostri interressi produttivi", ha affermato il vicepresidente Binghzen. Quindi la visita, privata e blindata, agli stabilimenti di Santa Maria e Maragone.

 

Agenda. Oggi ai cinesi aspetta una giornata fitta di impegni. Prima la visita all’interporto di Monsano, poi l’aeroporto di Falconara, infine il porto di Ancona. E nel capoluogo è già certo il summit con il ministro Scajola. Proprio quest'ultimo è atteso alle 14 in Prefettura per mettere la firma finale sull'accordo di programma che porterà nel Fabrianese 35 milioni di euro.

 

I soldi ci sono e le maestranze restano. Su questi due capisaldi poggerebbe l'eventuale acquisizione dell'Antonio Merloni da parte della 'Machi China' . Questo è emerso dalla cena di ieri tra i vertici del colosso cinese e il governatore Spacca, Paolo Andreani di Confindustria e i segretari di Cgil, Cisl e Uil (Gianni Venturi, Stefano Mastrovincenzo, Graziano Fioretti).

 

Occupazione garantita. "Non solo per gli operai, perché non ci metteremo certo noi ad avvitare bulloni e cestelli. Ma anche per ingegneri, architetti, designer".E se l’operazione andrà in porto, l’investimento finanziario sarà "l’ultimo dei problemi". Del resto la China Machi Holdings Group è abituata a misurare i business in termini di miliardi di dollari.

 

L'idea. Il progetto ruota attorno a un’offerta integrata per l’ex stabilimento Videocolor (Thomson Tv) di Anagni, e per gli impianti di frigoriferi e lavatrici A. Merloni di Marche, Umbria e Ucraina. La China Machi produrrebbe interamente in Italia elettrodomestici di alta gamma per il mercato interno cinese più ricco, e assemblerebbe qui prodotti di fascia medio-bassa provenienti dalla Cina, destinati ai mercati dell’Europa dell’Est (attraverso l’Ucraina), dei Balcani e dell’Africa.

 

Grande attesa. I 3.200 lavoratori dell’Antonio Merloni sperano, e forse qualche certezza in più l’avranno oggi, dopo l’incontro ad Ancona fra il ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola e la delegazione cinese guidata da Xie Bingzhen.


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