Ancona, 26 liglio 2017 - Trentacinque filiali marchigiane di «Nuova Banca Marche», le quali vedranno cambiare l’insegna in Ubi, chiuderanno i battenti entro fine anno. Altre 12 diverranno di sola consulenza. Mentre prosegue a Bergamo la trattativa tra i vertici Ubi e i sindacati sui tagli al personale Nuova Banca Marche (2.700 dipendnti) in corso di incorporazione al gruppo bergamasco, l’elenco delle chiusure e delle riqualificazioni è rimbalzato tra le filiali creando anche «allarme e confusione» tra i dipendenti, come denunciano unitariamente i sindacati i quali evidenziano come con l’azienda si fosse concordata e non rispettata una comunicazione «contemporanea» al sindacato e alle strutture interessate dai tagli.

Nel complesso sono 190 le filiali marchigiane dunque la sforbiciata che dovrebbe essere effettiva entro fine anno è quasi di un quinto a cui vanno ad aggiungersi altri 12 sportelli di questa regione che non faranno più cash ma solo consulenza e altre 50 filiali che saranno riviste e trasformate in minisportelli di sola cassa. La più penalizzata è la provincia di Ancona che più di tutti paga le sovrapposizioni tra la ex Banca popolare di Ancona e la ex Banca Marche. Qui sono 15 le filiali che scompariranno, mentre 3 diverranno uffici di consulenza. La filiale che oggi ha sede nel ‘cervellone’ di Fontedamo a Jesi resterà, pur se sarà convertita in minisportello.

Dunque l’ex centro direzionale (del fondo Conero a cui Nbm paga l’affitto, come per il resto delle filiali) il quale, già per un’ala importante, sarà occupato dalla «Team System» che in autunno trasferirà qui le sedi operative dislocate nella regione, rimarrà n parte destinato alle attività bancarie. La dislocazione delle filiali da chiudere sembra privilegiare i budget delle stesse, piuttosto che la territorialità: a Jesi (storica sede di Banca Marche) il gruppo Ubi mantiene due filiali, entrambi molto ampie l’una, Bpa-Ubi, di fronte all’altra, Nbm, lungo corso Matteotti mentre ne chiude due, una al viale della Vittoria, l’altra nella zona dei centri commerciali. E ridimensiona quella interna al nuovo ospedale Carlo Urbani. Ad Ancona 3 le saracinesche che saranno abbassate (corso Garibaldi, via Ruggeri e via Ricostruzione).

Otto le chiusure in provincia di Pesaro-Urbino, più 3 che diverranno di sola consulenza (Fano, Fossombrone, Urbania): 3 a Pesaro città (Viale della Repubblica, via del Novecento e via Rossi), Fano (via Battisti), Acqualagna, Macerata Feltria, San Michele al Fiume e Borgo Pace. Anche nel Maceratese 8 le chiusure: Camerino (via Favorino), Matelica (corso V. Emanuele II), Tolentino (via Brodolini), Civitanova (via Vela), Porto Recanati (via Valentini), Porto San Giorgio (via Giordano Bruno), Recanati (via Aldo Moro), Villa Strada di Cingoli. Altre 4 da riconvertire in sola consulenza: Corridonia, Porto Potenza Picena, Potenza Picena (piazza Matteotti) e Monte San Giusto. Ad Ascoli e Fermo chiudono: due ad Ascoli città (via Mari e delle Primule), una a Fermo (via Trento) e Monte Urano; due vedranno scomparire contanti: Porto d’Ascoli e Montegranaro.