Ancona, 19 gennaio 2017 -  Ubi Banca ha sottoscritto il contratto per l’acquisto del 100% del capitale di Nuova Banca delle Marche, Nuova Banca dell’Etruria e del Lazio e Nuova Cassa di Risparmio di Chieti. E’ quanto si legge in nota nota diffusa dalla società in cui si confermano i termini illustrati il 12 gennaio e si precisa che il perfezionamento dell’operazione è indicativamente atteso nel primo semestre 2017, una volta soddisfatte le necessarie condizioni e ottenute le autorizzazioni prescritte. Per Banca Marche è la fine della storia dopo poco più di vent’anni (23 per la precisione), essendo nata dalla fusione delle Casse di Risparmio di Pesaro, Jesi e Macerata.

Ubi ha poi esordito positivamente a Piazza Affari questa mattina: +3,8%. Bene anche Bper (+1,8%), impegnata nelle trattative con Bankitalia per la Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara.

Bankitalia aveva dato il via libera all’acquisizione delle tre ‘good bank’ da parte di Ubi. «A conclusione della procedura di dismissione, condotta, secondo quanto previsto dalla normativa, nel rispetto dei principi di apertura, trasparenza e non discriminazione, il direttorio della Banca d’Italia – si legge in una nota – ha deliberato la stipula del contratto per la cessione di Nuova Banca Marche, Nuova Banca dell’Etruria e del Lazio e Nuova Cassa di Risparmio di Chieti a Ubi». «Verrà immediatamente dato avvio alle procedure autorizzative richieste nei confronti delle altre autorità e istituzioni anche europee», prosegue la nota di Bankitalia facendo riferimento a Bce e Commissione europea. Nel contempo partirà «la fase esecutiva, finalizzata al perfezionamento della cessione che si concluderà nei prossimi mesi». 

L'INCONTRO -  i sindacati regionali cominceranno a discutere dell’inevitabile gestione degli esuberi. E lo faranno domani insieme ai parlamentari marchigiani nella sede della Cisl di Ancona dalle 11. Cercheranno di ottenere sostegno alla gestione della trattativa per gli esuberi che parte da numeri sostenibile (800 persone) ma arriverà a cifre che secondo alcuni sono complessivamente quasi del doppio. E che riguardano soprattutto le direzioni generali e compartimentali, oltre che le filiali in sovrapposizione con Ubi. I sindacalisti chiederanno che i fondi statali stanziati per il salvataggio delle banche vengano utilizzalti anche per i 4 istituti che sono stati invece azzerati e non ‘salvati’.