HOMEPAGE > Ancona > Vietato esporre il tricolore A Senigallia c'è aria di rivolta

Vietato esporre
il tricolore
A Senigallia
c'è aria di rivolta

Il Comune: "Rovina il paesaggio". Insorge il centrodestra. L'imputato Giulio Fibbi (coordinatore senigalliese Pdl): "Presenterò ricorso al Tar e vincerò. Invito tutti a mettere la bandiera sui balconi"

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Un bandiera italiana (Ap/Lapresse)
Un bandiera italiana (Ap/Lapresse)

Senigallia, 26 gennaio 2010 - Il vento freddo che in questi giorni soffia a Senigallia lungo la costa anconetana fa sventolare il tricolore che il coordinatore senigalliese del PdL, Giulio Fibbi ha issato sul pennone della sua abitazione, a poca distanza dal fiume Misa. Ed è proprio il vessillo ad alimentare accese polemiche in città. Il motivo? Il Comune ha intimato a Fibbi di rimuovere l’asta e la bandiera italiana. Una decisione che il diretto interessato non ha digerito. "Sono orgoglioso di essere italiano e quindi il tricolore non lo tolgo", taglia corto Fibbi.

Il motivo per cui gli è stato chiesto di ammainare il tricolore? Presto detto: "Perchè il tratto di Fiume Misa che attraversa la città è sottoposto a vincolo ambientale. Essendo la mia abitazione vicina alla foce, secondo il Comune il pennone e il tricolore risultano visibili da un’area vasta e quindi ‘deturperebbero’ il paesaggio. Altra obiezione, il fatto che l’asta sarebbe stata installata senza la prescritta autorizzazione paesaggistica e senza la denuncia di inizio attività. Veramente assurdo ed incredibile".
 

Contro la decisione, Fibbi ha presentato anche un ricorso al Tar chiedendo la sospensiva del provvedimento. "Il 24 febbraio ci sarà l’udienza — annuncia — e siccome vincerò, invito tutti alla nuova cerimonia dell’alzabandiera".
Sulla ferma presa di posizione si è registrata la solidarietà dei consiglieri comunali del centrodestra. "Scriveremo al Presidente della Repubblica per chiedere il suo autorevole parere — dichiara il capogruppo, Gabriele Girolimetti — E’ possibile che ci sia accorti della bandiera solo a tre mesi dalle prossime elezioni comunali?".
E la ‘difesa’ del tricolore è diventata ben presto una battaglia politica. Il PdL ha lanciato un appello ai cittadini per esporre l’italico vessillo in tutti i balconi. E per domani in apertura del consiglio comunale gli esponenti del centrodestra preannunciano un loro omaggio alla bandiera italiana.
 

"Non abbiamo assolutamente chiesto di togliere il tricolore — chiarisce il dirigente dell’Ufficio urbanistica del Comune, Stefano Ciacci — In base alle leggi abbiamo richiesto che l’esposizione avvenisse nella maniera più consona. E poi siccome il tratto cittadino del Misa è vincolato, per qualsiasi trasformazione si deve richiedere l’autorizzazione alla Soprintendenza".
 

L’amministrazione comunale accusa le minoranze di strumentalizzare la vicenda. "Come al solito si è a corto di argomentazioni — rimarca il sindaco, Luana Angeloni — La questione è molto semplice: un’asta alta diversi metri è stata installata su un fabbricato in un’area sottoposta a vincolo ambientale; e per di più in maniera abusiva, senza cioè far procedere l’installazione da una richiesta di autorizzazione al Comune e senza aver acquisito la prescritta autorizzazione paesaggistica. Ma c’è di più. Non esiste agli atti del Comune alcuna dichiarazione che attesti la conformità statica dell’asta, garantendo così la sicurezza e l’incolumità dei passanti. Niente a che vedere con il tricolore, che è un simbolo dell’unità nazionale al quale tutti noi attribuiamo un grandissimo significato ed un fondamentale valore".
 

"Ho fatto redigere da un perito una relazione di staticità del pennone — ribatte Fibbi — Anche in base al documento i miei legali chiederanno la sospensiva al Tar".

Sandro Galli

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