Ancona, 23 luglio 2017 - Le scuse non sono bastate: Diego Urbisaglia, il consigliere comunale provinciale del Pd di Ancona che aveva scritto sulla sua pagina Facebook che per Carlo Giuliani, ucciso durante i disordini del G8 di Genova nel 2012, serviva “una mira migliore“ è stato espulso dal Pd. Tecnicamente, si è trattato di una cancellazione dell’anagrafe degli iscritti e dall’albo degli elettori.

Lo stesso Urbisaglia, sentito oggi dalla Commissione, si era autosospeso dal Pd.

“Se ci fosse stato mio figlio all’interno di quella campagnola gli griderei di sparare e di prendere bene la mira. Sì sono cattivo e senza cuore, ma lì c’era in ballo o la vita di uno o la vita dell’altro. Estintore contro pistola. Non mi mancherai Carlo Giuliani“, aveva scritto il consigliere Pd sulla sua bacheca Facebook.

Nei commenti, si è subito scatanato il finimondo. Molti che cercano di riportare l’argomento a parole meno taglienti, meno impietose. Altri che attaccano il consigliere che non mostra clemenza per un fatto di cronaca a cui si possono e si devono dare molte letture. Trascorre la notte e arrivano le scuse: “Frasi troppo forti quelle che ho usato su Carlo Giuliani lo ammetto e me ne scuso, ma quanta ipocrisia intorno a questo argomento“.

Tre ore più tardi e mano a mano che i telegiornali nazionali cominciano a riferire sul suo post aggiunge: “Chi mi conosce sa che non cerco notorietà e dico sempre quello che penso. Mi sono già scusato per certe parole inappropriate usate, ma non cambio certo il mio giudizio. Dentro quella campagnola c’era un ragazzo, intorno il delirio, di fronte uno con un estintore, di fianco uno con una palanca di legno. Io sto con il carabiniere. Punto“.

Ora Urbisaglia ha la possibilità di presentare ricorso "agli organi di garanzia di livello superiore", informa un comunicato, cioè la Commissione regionale. Se l'espulsione venisse confermata, può accedere agli organi di garanzia a livello nazionale.

Urbisaglia resta comunque consigliere comunale (a questo punto fuori dal gruppo consiliare Pd), anche se qualcuno ha ipotizzato un'espulsione anche dal Consiglio comunale di Ancona, che però sarebbe impossibile in base al regolamento.

Il Consiglio comunale di Ancona è convocato per domani mattina, lunedì, ed è molto probabile che si parli della questione, specie dopo le critiche rivolte al sindaco Valeria Mancinelli, che sulla vicenda aveva detto: "Ho altri problemi di cui occuparmi. Sono più importanti i problemi della città". Poi in seguito sulla vicenda ha aggunto: "Concordo ovviamente con il documento del Partito Democratico, che infatti ho sottoscritto: esistono delle regole in una comunità politica e queste regole vanno rispettate da tutti coloro che ne fanno parte. Il rigore dimostrato dal Partito in questo caso è peraltro lo stesso che mi aspetto di vedere verso comportamenti altrettanto disdicevoli, che non sempre trovano puntuale censura. Mi rammarico, da sindaco, del fatto che le dichiarazioni di un membro della maggioranza siano state tali da arrecare offesa a una famiglia - aggiunge Mancinelli -, e prendo atto del fatto che lo stesso consigliere se ne è scusato, accettando con serietà le conseguenze di quanto detto. In casi come questi, dopo tante parole, resta opportuno un silenzio di riflessione per tutti».