Ancona, 21 ottobre 2017 - A smorzare i toni della polemica, a fare rientrare ogni velleità, speranza o possibilità che altri possano ambire a chissà quale posto in giunta – il chissà è burlone, il posto è quello dell’assessore allo Sport Guidotti – ci pensa il sindaco che a poche ore dal pasticcio sul concerto di Vasco Rossi la cui importanza è stata ignorata fino al punto di perdere la data zero del nuovo tour, nella riunione di maggioranza di ieri sera ha esplicitamente dichiarato che l’assessore non si tocca.

Non si tocca perché non può essere un concerto mancato a mettere in dubbio le capacità di un professionista (non della politica), perché non si creano terremoti di maggioranza a pochi mesi dal voto e perché al limite i conti si faranno ad anno nuovo. E’ vero che la riunione di maggioranza di ieri sera era stata convocata per discutere del programma elettorale (in molti nel Pd, nonostante la spiccata autonomia del sindaco vorrebbero la presenza ogni tanto di un assessore), ma un passaggio frettoloso sulla vicenda è stato fatto.

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Soprattutto perché a richiederlo è stato lo stesso Pd che ha seguito la vicenda sul Carlino senza essere aggiornato o sentire la voce dell’Amministrazione al riguardo. In molti hanno chiesto, anche attraverso la chat su WhatsApp che il gruppo consiliare del Pd ha creato, di essere informati su quanto accaduto e soprattutto di come sono andate realmente le cose e per quale motivo si è incappati in uno scivolone simile, ma le risposte arrivate non sono state più chiarificatrici di quanto lo siano stati i fatti. Di fatto il Comune ha perso un’occasione, non per questo il governo deve essere messo alla gogna ma il problema della comunicabilità e della comunicazione verso l’esterno rimane il problema costante di questo esecutivo.

E’ così dall’inizio e le cose non sono migliorate nel corso degli anni. Anche su questo i consiglieri comunali hanno bisogno di garanzie. Un gruppo Pd così silenzioso non è mai visto, così poco partecipativo in aula, così pronto ad alzare la mano solo al momento del bisogno. Non mettono in dubbio le competenze del sindaco e i risultati ottenuti soprattutto in questi due ultimi anni, ma c’è bisogno di uno stacco, di un passo avanti fatto con entrambe le gambe. C’è bisogno di rendere partecipi i consiglieri e molti tra loro vogliono questa come garanzia per ricandidarsi. A questo punto la palla non può che tornare nuovamente al sindaco Mancinelli.