Ancona, 20 giugno 2017 - «Ha voluto tutti intorno a se. Familiari, fidanzata, amici. Avrebbe voluto anche i suoi nonni, ma sarebbe stato troppo stressante per loro». Gianmarco Tamberi aveva tenuto segreto il ritorno alle gare al resto del mondo,  ma non ai suoi cari e agli amici più intimi che sono saliti mercoledì a San Marino per incitarlo e incoraggiarlo al ritorno alle gare dopo 11 mesi dall’infortunio di Monaco.

Lo confida Sabrina, la mamma di Gimbo. «Voleva a tutti i costi mettersi a confronto con quella brutta sensazione – racconta – che ha avuto nell’ultima gara, per poi poter ricominciare sul serio. Superare quel mostro che è stato sconfitto. Era molto determinato, teso, emozionato.  Dopo il primo salto, anche se solo 2,09 metri, gli sono scese lacrime di gioia, come se avesse rigato il suo record. La sua forza? Le due mamme. La sottoscritta e la  mamma della fidanzata, Francesca. Una donna che lo accoglie e lo ascolta più di me». Poche parole del papà e coach Marco su Facebook: «Un 2,22. Ci stava e forse anche di più se non fosse stata – dice – la prima dopo 11 interminabili mesi. E tanta, tantissima, troppa emozione. Bravo Gimbetto si ricomincia da qui».

Bellissima l’immagine postata ieri su Facebook da Gimbo che piange abbracciato dal padre scrivendo: «Puoi camminare a testa alta e spalle larghe, vestirti alla moda e comportarti da ragazzaccio... ma se non ammetti che nei momenti difficili ti capita di scoppiare a piangere non capirai mai davvero quanta forza può sprigionare il tuo corpo!  L’immagine che più rappresenta questo rientro alle gare... sono stati 11 mesi di pura tortura – ammette – ma ora sono di nuovo qui, con una energia spaventosa e una motivazione infinita di tornare a spiegare le ali!».

Ecco il post di Tamberi:

Non può mancare il pensiero della fidanzata Chiara: «Emozionante. Un inizio. Servito per sbloccarlo. Ha deciso di gareggiare all’ultimo. Neanche io me lo immaginavo e sono subito scesa da Verona. Non potevo mancare e non vedo l’ora di rivederlo in pedana».

Come i suoi amici che lo seguono ovunque. Matteo Esposito. «Un animale da gara. Ha bisogno di gareggiare per raggiungere la forma fisica perfetta». Il coro più gettonato? «Portaci con te sulle vette del mondo, noi saremo per te cuore di questo sogno». Anche uno striscione. ‘We are always by your side’. Ovvero: ‘Siamo sempre al tuo fianco’. Riccardo Palombini detto ‘Palomba’: «Un’emozione unica rivederlo saltare e poterlo aiutare al rientro dopo tanta sofferenza». Edoardo Rossi, compagno di banco al liceo: «Con la mentalità e la cattiveria sportiva che si ritrova non ha limiti». Ludovico Chiorri che lo segue ovunque, ex compagno di squadra a basket: «E’ carico e deciso. Londra? Arriverà all’appuntamento il più preparato possibile. E’ un talento unico. Ci sorprenderà ancora una volta». Vai Gimbo.