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Ancona bocciata:
la B è a rischio,
2 giorni per il ricorso

Lunga riunione della Covisoc che non fa sconti. Restano due giorni di tempo per mettersi in regola: manca la fideiussione da 800mila euro. Mais: "Stiamo lavorando per metterci in regola"

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Enrico Petocchi (foto Anpress)
Enrico Petocchi (foto Anpress)

Ancona, 8 luglio 2010 - C.V.D., ossia come volevasi dimostrare. La Covisoc non perdona le mancanze dell’Ancona: pollice verso, secondo le prime indiscrezioni e dopo una lunga riunione terminata a tarda notte. La bocciatura non è stata ancora ufficializzata, ma è come se lo fosse (arriverà stamattina l’annuncio via fax in sede, fino a ieri sera non c’era nulla).

 

Che la società biancorossa riuscisse a iscriversi, dopo i primi pareri, ci credevano in pochi. Nemmeno quelli - proprietà e presidente - che continuavano a ripeterlo come un mantra: "L’iscrizione non è in pericolo, l’Ancona si iscriverà tranquillamente". E tante amenità del genere che sono state propinate nelle ultime settimane. La realtà era una sola ed è venuta fuori in questi giorni in tutta la sua evidenza: l’Ancona al momento non ha i requisiti per iscriversi al prossimo campionato di B.

 

Che cosa le manca? La fideiussione da 800mila euro intanto che non poteva considerarsi un semplice orpello. Chi ha creduto che fosse veramente così, non aveva letto bene - o solo di sfuggita - quelle che erano le credenziali, assai rigorose, per la serie B. Peccato che a dire che tutto andava bene siano stati proprio quelli che dovevano sapere che invece c’era poco che andasse nella direzione giusta. E la Covisoc l’ha fatto notare ieri in una riunione molto lunga che non ha fatto altro che bocciare o meglio rimandare l’Ancona.

 

Gli esami di riparazione però non si possono sbagliare ora. Il concetto dovrebbe essere chiaro. E le buone intenzioni - dispensate a destra e sinistra senza soluzione di continuità e a volte sfiorando pure il grottesco - non bastano più. Serve liquidità. Intanto il no della Banca Sella, arrivato ieri, alla richiesta di fideiussione da 800mila euro complica decisamente le cose. Il pianto continuo verso la città che non aiuta e che non ha mai aiutato non è un alibi credibile per coprire le proprie mancanze.

 

Ecco perché in questi due giorni Petocchi e Villa dovranno garantire risposte. Prima dovranno sborsare 15mila euro per fare il ricorso, poi dovranno trovare la fideiussione da 800mila euro e infine dovranno sistemare le pendenze con l’erario. Farlo in due giorni non è un’impresa semplice, ma è l’unico modo per garantire la serie B.

 

E così dopo sei anni si rischia di rivivere un altro incubo in un’altra calda estate. Anche allora si disse che era stata fatta una ricapitalizzazione che avrebbe garantito il grande calcio ad Ancona per dieci anni. Anche allora dopo i primi no degli organi competenti, si sprizzava fiducia e ottimismo da tutti i pori, ben sapendo però quali erano i rischi che puntualmente - e in tutta la loro gravità - si sono concretizzati. Ecco perché da oggi fino a sabato sarebbe preferibile evitare parole e frasi di circostanza e fare solo quello di cui c’è bisogno per iscriversi alla B. Se si raggiungerà il risultato si sarà fatto il minimo indispensabile. E niente di più. Meglio chiarirlo subito.

 

"Stiamo lavorando per mettere tutto in regola entro sabato prossimo alle ore 13". Lo ha detto oggi Flavio Mais, presidente dell’Ancona. Ma mancano dunque solo tre giorni per depositare il ricorso e i documenti per mettere le cose in regola e poi sperare in un verdetto favorevole della Corte d’appello Federale. L’Ancona avrebbe potenzialmente nelle casse circa 2 milioni di euro derivanti da parte dal ricavato della vendita di Mastronunzio e dai contributi di Lega ma non li incasserà fino a settembre.

Matteo Massi


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