Non migliora la situazione: neve e ghiaccio al Comunale. Il tecnico: "Ci prepariamo come se dovessimo giocare"
di Andrea Fiano
Ancona, 8 febbraio 2012 - Jesina-Ancona a grandissimo rischio rinvio. La prima partita di Sauro Trillini sulla panchina dorica è assai probabile che non si giochi domenica prossima. Colpa del maltempo e della morsa della neve che sta stringendo in questi giorni le Marche e la Provincia di Ancona. A Jesi la situazione è molto crtica e ieri si sono susseguiti contatti informali tra le due società, prendendo in seria considerazione l’ipotesi del rinvio. Che non fa comunque disperare Sauro Trillini.
«Per ora — dice il neo mister biancorosso — ci prepariamo come se dovessimo domenica dovessimo giocare. La concentrazione deve essere comunque alta. Poi se arriverà l’ufficialità del rinvio ne prenderemo atto». Non sono comunque giorni facili per l’Ancona che si allena a singhiozzo e non in condizioni ottimali a causa delle recenti nevicate sul capoluogo. «Le difficoltà nostre — risponde Trillini — sono anche quelle delle altre squadre. Non è che gli altri stanno a Dubai».
Ieri mattina allenamento mattutino al Palaveneto «un campo di calcio a cinque che non è come allenarsi su un terreno di calcio a 11. Questi quattro allenamenti che abbiamo comunque svolto mi soddisfano. L’atteggiamento è buono, i ragazzi mi hanno mostrato una grande predisposizione al sacrificio». Il mister dorico riconosce questa posivitivtà nella sua squadra: «I giocatori sono consapevoli che tocca a loro uscire da questo momento di difficoltà. A me il compito però di non considerare grave il malato. L’Ancona ha già dimostrato in questo campionato di essere una squadra di valore».
Trillini insomma lavora sul piano psicologico: «Procediamo per step — aggiunge —. Adesso l’obiettivo è la Jesina. Poi quello che il presidente Marinelli vuole, cioé tornare una formazione convincente. C’è tanto tempo e tanti punti a disposizione per pensare alla rimonta sul Teramo». Il suo calarsi nella realtà di allenatore della squadra della propria città procede spedito: «In questa avventura mi ci sono buttato anima e corpo — conclude Trillini —. C’è stato poco tempo per riflettere e ce n’è poco anche per lavorare».
di Andrea Fiano