Aspetta l’ingaggio con la maglia della sua città, mentre è immerso nei preparativi delle nozze: domenica a Santa Maria del Piano
di Gianni Angelucci
Jesi, 27 giugno 2012 - A Tommaso Gabrielloni 100 gol - un terzo dei quali segnati con la maglia della Jesina - non sono bastati per garantirsi una conferma con la squadra della città di Federico, la sua città. Non ufficialmente ripudiato, in verità, ma tutt’altro che sicuro del suo futuro. Da calciatore. Come persona invece, a dispetto di una laurea in lettere e filosofia ancora giacente nel cassetto, una certezza - e che certezza - c’è già. Dietro l’angolo. Il matrimonio con la sua Ilaria. Tra quattro giorni, domenica mattina, a Jesi chiesa di Santa Maria del Piano.
Auguri e figli maschi. Col calcio, invece?
«Sono talmente impegnato coi preparativi che tempo per tutto il resto non ce n’è. In questo momento, per esempio sono a casa nuova, con l’elettricista per risolvere un problema».
Non vorrà dirci che è più facile fare gol.
«Non lo dico, però…».
A proposito come stiamo messi con la Jesina?
«Non è che si siano fatti sentire tanto. Normale, forse: mi risulta che in questo momento la società è un cantiere aperto con tanti problemi da risolvere».
Ma le hanno chiesto di restare oppure no?
«A fine campionato qualche contatto c’è stato, niente di concreto. Proposte ne ho ricevute diverse, alcune interessanti, altre meno, tutto da valutare».
Chi le sta facendo la corte?
«Posso solo dire che si tratta di società di Eccellenza e di serie D. Della zona. Sto per sposarmi, mica posso allontanarmi troppo!».
Dipendesse solo da lei?
«Non mi muoverei da Jesi, qui sono nato cresciuto ed ho trascorso i migliori anni da giocatore».
Torna dal viaggio di nozze (New York, Orlando, Bahamas) il 21 di luglio, due giorni prima della preparazione. Se non si mette d’accordo prima di domenica rischia di perdere il treno…
«Come devo fare, delegherò qualcuno. Ammettiamo che la Jesina mi chiami in questi giorni: dove trovo il tempo per parlare del contratto?...».
Gianni Angelucci