Fabriano, 13 giugno 2017 - Una gioia incontenibile è esplosa domenica a Francavilla. Il Fabriano Cerreto, dopo anni d’inferno e qualche altro di purgatorio, è riuscita a volare in D. La serie infinita dei play off e della fase nazionale ha premiato la truppa di Pazzaglia che agli avversari ha lasciato solo le briciole. Nelle sette gare disputate è andata in gol 6 volte (1 alla Biagio, 1 al Loreto, 3 al Roselle, 1 al Francavilla) 2 soli subiti (Roselle e Francavilla), 3 vittorie importanti e 3 pareggi.

Contro gli abruzzesi i cartai hanno schierato una formazione molto accorta. Dopo aver subito la rete di Milizia, Fabriano Cerreto ha avuto la reattività giusta per poter riequilibrare la gara con l’onnipresente duo d’attacco Piergallini-Tittarelli (22+19 reti). Oltre a loro, tutta la squadra ha reagito bene e trascinata dalle scorribande di Savelli e Girolamini e dal trio di centrocampo Bartoli-Omiccioli-Trillini è riuscita nel giro di pochi minuti a ridare fiducia ed ossigeno alla difesa (Boinega-Colombaretti-Lapi) che non ha lasciato niente al caso. Prova maiuscola e da incorniciare del giovanissimo portiere che non scendeva in campo da sei mesi e che ci ha messo del suo per portare a casa l’1-1 che ha permesso a tutti di vedere una categoria rincorsa da 25 anni. Un sogno che diventa realtà: una stagione lunghissima con tante difficoltà e con tante traversie, culminata con il raggiungimento dell’obiettivo.

Inizio folgorante del Fabriano Cerreto, che è stato in testa alla classifica per un periodo molto lungo, poi alcuni infortuni, un paio di sconfitte e l’avvicendamento di Spuri Forotti con Pazzaglia ha creato un nuovo clima. Il tecnico pesarese ha limitato i danni ha conquistato il secondo posto nella regular-season, poi ha inanellato una serie infinita di risultati positivi con un salto di categoria che, a metà stagione, nessuno ci avrebbe scommesso un centesimo. Onore a Simone Pazzaglia che, con mano sapiente, ha plasmato una fase finale eccezionale (come nel 2011, quando con la Vis Pesaro fece un cammino simile) senza sbagliare niente sia sotto il profilo tecnico-tattico che psicologico. Godiamoci questa impresa storica, lasciamoci tutto alle spalle, perché la società del Fabriano (dal 1971-72) Cerreto (dal 1992), dopo tanti anni ha ritrovato una serie a lei più consona.

Il futuro? «Ci siamo già messi in moto per cercare di allestire una formazione all’altezza della situazione – è il presidente Guidarelli che parla – però adesso vogliamo goderci questa felice situazione, fra un po’ di giorni dovremmo definire il tutto, in primis l’allenatore, poi passare ai giocatori. E’ ancora tutto in alto mare, ma vorrei ringraziare il patron Giovanni Porcarelli che ha creduto in questo progetto così ambizioso iniziato nel 2012 con la fusione di due città che hanno creato un connubio vincente ripartendo dalla prima categoria fino a raggiungere la serie D. Decideremo presto il da farsi, ma prima di tutto bisognerà parlare con il mister, poi insieme all’allenatore, allestiremo una squadra che possa competere con le altre più blasonate. Ci siamo già attivati per lo stadio, soprattutto perché si andrà a disputare la Coppa Italia nazionale, quindi l’impianto deve aderire a determinate norme».