Ancona, 13 agosto 2017 - Senza una squadra, ma anche senza una società, chi pagherà i costi di gestione dello stadio ‘del Conero’? Un impianto che sta cadendo a pezzi e che adesso, sotto i colpi dell’ennesimo fallimento e senza una prospettiva degna di questo nome, il rischio che l’impianto inaugurato un quarto di secolo fa diventi la classica cattedrale nel deserto è concreto.

I costi di gestione dello stadio si aggirano attorno ai 150mila euro, forse tendente al rialzo, e il Comune, adesso che sono scappati tutti, si ritrova in mano una patata bollente. Fino a quando c’è stata una società, le cose sono andate avanti, più o meno bene, anche se il lascito delle ultime gestioni farebbe gridare allo scandalo nel luglio scorso il Carlino è entrato nella pancia dell’impianto, evidenziando uno stato di abbandono estremo.

Uno scenario da paura, non apocalittico, ci mancherebbe, ma sconfortante nella sua drammaticità. Un impianto che sta perdendo i pezzi, tra allagamenti provocati da guasti agli impianti, rete elettrica staccata per morosità, manutenzione ordinaria e straordinaria che mancano da tempo immemore. Chi sarebbe quel pazzo disposto a mettere mano alla struttura, quanto meno per sistemarla? Le soluzioni sono due: o un profondo intervento di maquillage, altrimenti l’abbattimento e la (eventuale) ricostruzione sulle ceneri di un progetto nato male all’epoca dell’origine.

In entrambi i casi sarebbe necessario reperire fondi che, ad esempio, il Comune non ha. A patto che, ma i miracoli non sono mai stati collegati alla storia del calcio anconetano, arrivi un gruppo societario disposto ad acquistare l’area e avviare una collaborazione con Palazzo del Popolo. Società che oltre alla gestione dello stadio per manifestazioni sportive, potrebbe potenziare il settore concerti.

Ciò che avrebbe dovuto fare la gestione recente dell’impianto. La cruda realtà ci riporta al presente e ad una società che non c’è, a nuovi imprenditori che latitano e, nella migliore delle ipotesi, con la prospettiva di riprendere dal fondo delle categorie calcistiche. Fino a poche settimane fa si sperava nella ex Lega Pro, adesso esiste il rischio delle categorie minori, fino, addirittura, alla promozione, se non più in basso. E con un campionato simile, giocare al ‘del Conero’, certo, non avrebbe alcun senso, tecnicamente ed economicamente parlando.