Ancona, 1 agosto 2017 - "Ogni momento vissuto nei cinque anni che sono passati dal 28 luglio 2012 a Londra, hanno fatto di me la donna che sono. Allora ero fiera dell’impresa che avevo compiuto, oggi riguardandomi lo sono ancora di più perché sto per ottenere una medaglia che è più rara di quella olimpica: la famiglia che ho sempre sognato". Elisa Di Francisca, cinque anni fa a Giochi di Londra festeggiò l’oro individuale nel fioretto, bissato poi da quello a squadre. E domenica 30 luglio (Ettore è nato alle 11,37 a Napoli) ha festeggiato la nascita del suo primogenito, concepito con il suo compagno Ivan Villa, poco dopo l’argento di Rio de Janeiro.

Elisa Di Francisca, lei ha dichiarato che il suo Ettore era ed è stato la sua medaglia più bella, anche tra le più sofferte?

"Il mio è stato un parto naturale, semplice, in acqua. Non volevo il cesareo. Oggi tante donne lo fanno, spesso perché consigliate da medici e per paura. Ma è una cosa talmente bella da godersela tutta, anche i dolori che poi alla fine non sono impossibili, si sopportano. Lo hanno fatto tutte le donne, a partire dalle nostre mamme. Puoi farlo perché il fine è uno dei più nobili importanti".

Era come se l’aspettava?

"Sì proprio come l’avevo desiderato. Sto bene, da mamma ora mi sento una donna completa".

Ettore si è fatto un po’ attendere però...

"Sì, è nato una settimana dopo il termine".

L’avete atteso con ansia?

"No, per me non c’era fretta, potevo aspettare. Fosse stato per me l’avrei tenuto in pancia ancora perché è troppo bello far crescere una creatura dentro di te".

E il suo compagno ha assistito al parto?

"Sì lui è un padre e un compagno molto presente. Al momento del parto ha avuto sangue freddo".

E’ la famiglia che voleva, il podio più alto?

"Sì, era il mio sogno. Si è avverato. In fondo basta volerle le cose".

Ora c’è il matrimonio in vista?

"Oh piano, una cosa per volta. Entrambi vogliamo il matrimonio, ma ci prendiamo un po’ di tempo ancora".

E la scherma le è mancata?

"Un po’ mi è mancato lo sport, perché sono una sportiva. Questa è prima volta che mi allontanavo per così lungo tempo dalla scherma. A volte ne sento la mancanza, come se non provassi più le sensazioni della sfida, del mettersi alla prova. Ma sapevo che era per Ettore, in nome del riposo, della tranquillità. Quindi me ne sono fatta una ragione. Sono stati mesi di totale riposo, mare, dormite e mangiate. Insomma, in fondo mi sono abituata in fretta".

Quando pensa di tornare a impugnare il fioretto?

"Riprenderò a fare sport appena si saranno ristabiliti un po’ gli orari e il ritmo sonno-veglia. E tornerò in pedana".

Ha ricevuto tante congratulazioni da neomamma anche dal mondo della scherma?

"Sì, anche se non da tutti, dai più affezionati. La Federazione e il club scherma sono stati molto presenti. Poi mi hanno chiamato Milly Carlucci, il mio compagno di danze a ‘Ballando con le stelle’ Raimondo Todaro e tanti altri".

Cosa ha pensato appena ha visto il suo pargoletto?

"Che era il bambino più bello. Ora sto provando ad allattarlo, anzi mi scusi devo lasciarla".