Ascoli, 30 marzo 2008 - Il tipico ritardo da campagna elettorale, per poi abbracciare i circa cinquecento ascolani rimasti ad attenderlo per quasi un’ora nel suggestivo chiostro del Polo Sant’Agostino. E, naturalmente, per sguainare la sciabola ed agitarla contro Veltroni, Prodi, l’ex amico Casini. Un Fini tirato, in un classico completo blu intonato ai suoi fedelissimi che gli fanno da cornice sul palco: da Castelli a Conti, da Baldassarri a Ciccioli. Ed è proprio Castelli ad introdurre l’intervento del numero due del Popolo delle libertà, annunciando che "questa campagna elettorale proseguirà fino al 2009 per confermare Ascoli capoluogo tricolore e poi fino al 2010 per la conquista della Regione".
Gli fa eco il sindaco Celani, anch’egli sul palco: "Presidente Fini, respiri una boccata d’aria di centrodestra, so che lei viene da Ancona… Ascoli resta la vera roccaforte del Partito delle libertà".
E Fini parte con l’elogio alla città: "Per me è sempre un piacere tornare ad Ascoli, dove c’è una delle piazze più belle d’Italia. Ma anche questo posto (il chiostro ndr) è molto bello. Non sono certo qui per convincere i presenti, ma voglio darvi qualche argomento per convincere chi è indeciso".
"Chiedete pure - incalza il presidente di An - se dopo 18-20 mesi del governo Prodi hanno trovato un’Italia più giusta e bella, come avevano promesso, rispetto a quella lasciata dal precedente governo Berlusconi. Aveva proprio ragione il grande giornalista Montanelli quando diceva che la sinistra ama talmente i poveri che quando governa ne aumenta il numero…".
"Il primo problema da risolvere - prosegue Fini - è ridare vigore ai salari. Ma bisogna premiare chi realmente lavora, chi produce e non chi sta sempre a guardare l’orologio. Chi lavora di più e meglio deve guadagnare di più. Ecco perché va incentivata la produttività, defiscalizzando gli straordinari. Oggi non esistono più i contratti come assicurazioni a vita e chi può garantire assunzioni sono i datori di lavoro privati, i piccoli e medi imprenditori che però non hanno una ragione per darsi da fare, dovendo versare la metà degli incassi allo Stato. Bisogna allentare il carico sulle imprese per far sì che si produca più ricchezza da ridistribuire".
Poi un passaggio obbligatorio sul sistema fiscale: "Non è giusto tassare sulla base del reddito individuale. Bisogna tener conto del reddito familiare, perché un conto è tassare chi percepisce 1200 euro ma vive da solo, un conto invece chi, con lo stesso reddito, ha a carico figli che studiano, anziani o disabili…".
Ed ecco il tema sicurezza, con un doveroso atto di solidarietà verbale «ai genitori dei quattro ragazzi uccisi ad Appignano da un pluripregiudicato per cui si è arrivati anche a parlare di arresti domiciliari… Vorrei sapere se quel magistrato si sia guardato allo specchio". E ancora: "Programmi simili tra noi e la sinistra? Possono sembrare uguali su certi aspetti, ma in realtà la diversità sta nei valori di riferimento e nelle modalità di attuazione". Stoccate a veltroni, a Prodi, a Casini "che ha scelto di uscire da una coalizione dove è stato per dieci anni perché non aveva avuto garanzie personali prima delle elezioni". Fino ad arrivare alla ‘casta’, agli stipendi dei parlamentari che "sì, vanno tagliati, ma la politica deve anche fare un passo indietro sull’ingerenza diretta, con nomine e incarichi, nella società, dalla sanità ai servizi".
Luca Marcolini
Il primo tour teatrale dei gruppo piemontese, l’"UNO: live in love tour", arriverà ad Ascoli Piceno giovedì 3 aprile al Teatro Ventidio Basso