Ascoli, 3 aprile 2008 - Sono saliti a quattro i giovani, R.F., M.B., M.C. e M.F., che sono stati denunciati dalla polizia di Ascoli per minacce gravi, inviate per email e internet al senatore Amedeo Ciccanti nel settembre del 2006, e continuate fino allo scorso anno.
Le indagini sono state condotte dal personale della Digos, guidato dal dirigente Ciro Re, e dal dirigente della Poliza Postale Filippo Stragapete. Dopo lunghe ed accurate indagini, la Digos e la polizia postale sono riusciti ad accertare la responsabilità dei quattro giovani.
Il senatore per oltre un anno ha dovuto subire minacce, anche di morte, che gli venivano inviate per posta elettronica, al telefono e anche su un sito internet che raccoglieva la voce dei cittadini scontenti dell’operato del politico. Dopo due anni, Digos e polizia postale sono quindi riusciti ad arivare a due dei quattro responsabili, R.F. e M.B., che furono denunciati alla procura della repubblica di Ascoli con l’accusa di minacce aggravate.
Il senatore, preoccupato e stanco, si era rivolto subito alla Polizia che aveva messo il politico in regime di protezione, rafforzando i controlli 24 ore su 24. La Digos e la polizia postale iniziarono subito le indagini con lo scopo di individuare i responsabili e permettere al senatore di condurre una vita normale. In una delle telefonate anonime arrivate a Ciccanti, il politico ascolano era stato, appunto, anche minacciato di morte: una voce maschile arrivò ad intimargli "Ti sgozziamo come un coniglio".
Per gli uomini della Digos è stato un lavoro delicato, come lo è stato per i loro colleghi della polizia postale, che hanno dovuto controllare il traffico sul sito internet, quello telefonico e la posta elettronica del senatore. Nei giorni scorsi sono stati individuati gli altri due giovani, M.C. e M.F., responsabili delle minacce. Le indagini non sono comunque terminate e nel registro degli indagati ci sono altri dieci giovani, anche loro in odore di denuncia.
f.c.
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