Bruno Berardi, figlio del maresciallo della polizia Rosario Berardi, Medaglia d’Oro, racconta la vita vissuta dal figlio di una delle vittime delle Brigate Rosse. "Sugli anni di piombo c’è una verità che nessuno si azzarda a dire''
Ascoli, 9 aprile 2008 - "Sugli anni di piombo c’è una verità che nessuno si azzarda a dire. Negli anni ’70 ho seguito per molto tempo le indagini della polizia di stato di Torino, stando a contatto con mio padre capo ufficio antiterrorismo sono potuto entrare nel covo dei terroristi. Ne ricordo bene uno a Settimo Torinese. Una stanza di cinque metri con un materasso per terra, c’erano tanti soldi, mazzetti da centomila e anche dollari''.
Bruno Berardi, figlio del maresciallo della polizia Rosario Berardi, Medaglia d’Oro, racconta la vita vissuta dal figlio di una delle vittime delle Brigate Rosse. Suo padre Rosario è stato ucciso il 10 marzo del 1978 a Torino, lui aveva 26 anni e lavorava alla Lancia. Berardi, presidente 'Domus Civitas' associazione nata nel 2000, è stato protagonista insieme al generale Umberto Rocca, ferito gravemente durante la cattura della brigatista Mara Cagol e Medaglia d’Oro al Valore Militare, del convegno organizzato dall’assessorato comunale alla pubblica istruzione sugli anni di piombo. Una fetta di storia che solitamente si legge sui libri è stata raccontata a decine di ragazzi delle scuole e alle associazioni d’arma dalla voce dei protagonisti che hanno vissuto, seppur in modo diverso, una stagione drammatica.
"Anche se il parlamento ha riconosciuto il nove maggio, anniversario dell’uccisione di Aldo Moro, come ‘Giorno della memoria’ delle vittime del terrorismo — esordisce l’ideatore del progetto, l’assessore Gianni Silvestri — noi abbiamo voluto anticipare questa data e oggi (ieri, ndr) ricordiamo i militari, i giudici, i poliziotti che sono stati uccisi in quegli anni''.
''Gli ex terroristi — spiega il generale Rocca — vivono liberi in Australia e in Sud America, a volte fanno conferenze in giro per l’Italia e gli viene anche data la cittadinanza onoraria''. Parole pronunciate con un filo di voce, piene di rammarico e segnate dal ricordo di quel giorno, nel ’75, in cui il generale Rocca in servizio a Genova fu colpito da una bomba a mano che gli ha tranciato il braccio.
''Le vittime del terrorismo che ricordiamo in questo convegno sono persone per bene — sottolinea Berardi —, padri di famiglia che sono stati uccisi mentre cercavano di fare il loro dovere''. ''Per combattere la mafia e le nuove forme di terrorismo — conclude Rocca rivolgendosi ai ragazzi — serve la forza di tutti i cittadini, serve la forza dei giovani, la vostra volontà''.
Emanuel Astolfi
La Galleria si apre all’arte orafa ospitando una mostra di gioielli, ideati da Simonetta Castelli. "Ogni mio gioiello, è un pezzo unico, eseguito a mano. Tutti sono l'esaltazioni di pietre naturali, dai colori incredibili"