Agostini è candidato nelle liste del Pd per la Camera, mentre Castelli in quelle del Pdl per il Senato. Da una parte il candidato locale e dall'altra la volontà di rilanciare l'Italia
Ascoli, 10 aprile 2008 - Luciano Agostini è candidato nelle liste del Pd per la Camera. Agostini, perché gli elettori dovrebbero votare per la vostra lista? "Dovrebbero votare per la nostra lista per tre ragioni fondamentali: prima cosa, il Pd rappresenta l’unica novità del panorama politico italiano. Il secondo motivo è che la nostra ricetta è quella di non privilegiare coalizioni ampie, ma un programma di governo serio e concretizzabile, che è un’altra assoluta novità. Terzo, perché la nostra è l’unica lista dove c’è un candidato della provincia di Ascoli in posizione eleggibile. Cosa che non si riscontra nelle altre".
Cosa si può fare, in Parlamento, per aiutare il territorio piceno? "Per aiutare il Piceno abbiamo bisogno di accompagnare il lavoro che sta facendo il governo regionale. Un lavoro già iniziato con il tavolo del ministero delle attività produttive che penso sia un utile strumento per canalizzare iniziative e risorse per sostenere il progetto speciale per il Piceno. Per me si tratta di progetti che conosco, ma c’è anche una responsabilità in più perché so che non ci si riferisce a chiacchiere, bensì a progetti concreti da realizzare. Il primo passo è stata la firma del protocollo d’intesa con tutti i soggetti istituzionali e sono stati individuati anche i canali finanziari. Il mio impegno è quello di canalizzare e sostenere quello che è scritto lì".
Crisi occupazionale: c’è una ricetta da portare in Parlamento? "Penso che tutto sia legato al discorso appena fatto, anche con l’individuazione di soggetti incaricati di un’azione di marketing per portare investimenti esteri sul territorio. Ci sono iniziative già individuate, come il secondo polo tecnologico regionale, il progetto speciale per le aree di confine per la sanità, misure concrete per il recupero della Sgl Carbon".
Si parla di abolizione delle Province. E’ d’accordo? "Non sono, a questo punto, per l’abolizione delle Province. Tanti anni fa partecipai alla discussione se toglierle o meno e volevo toglierle. Ora che sono state mantenute e ad esse sono state attribuite molte funzioni importanti, stare a perdere tempo in questa direzione non mi sembra il caso".
Riforme istituzionali: sarebbe disposto ad appoggiare una larga intesa? "Noi avevamo proposto prima delle elezioni un governo ampio e a termine che si occupasse anche di riforme istituzionali. E’ chiaro che anche chi ottiene un voto in più deve poter governare, ma certe riforme che vanno fatte a larga maggioranza".
Guido Castelli è candidato nelle liste del Pdl per il Senato. Castelli, in due parole, perché gli elettori dovrebbero votare per la vostra lista? "Per cercare di cancellare tutte le cose negative prodotte dal Governo Prodi. Bisogna ridare slancio al Paese e recuperare i danni fatti dal Governo uscente, prima che sia troppo tardi".
Cosa si può fare, in Parlamento, per aiutare il territorio piceno? "Credo che la prima cosa da fare sia quella di cercare il reinserimento del Piceno tra le cosiddette zone franche. In questo modo si potrà restituire una boccata di ossigeno alle nostre imprese anche per poter pensare a riavviare una fase di sviluppo. Allo stesso tempo, un’altra questione importante è quella delle infrastrutture. I collegamenti sono di estrema importanza per il nostro territori".
Crisi occupazionale: c’è una ricetta da portare in Parlamento? "La ricetta coincide con quanto appena detto. Si deve lavorare su un doppio percorso: il discorso delle zone franche e quindi delle agevolazioni, quale stimolo e incentivo alle aziende a rialzarsi e rilanciarsi, strettamente collegato ai servizi che il territorio deve saper fornire sia alle aziende già presenti che per calamitare nuovi investitori, nuovi gruppi. Ed in tal senso è fondamentale proprio il discorso delle infrastrutture".
Si parla di abolizione delle Province. E’ d’accordo? "Certo. Le Province non servono assolutamente a nulla. E’ nel programma del Pdl abolire le Province, specie quelle inutili. E quale Provincia è più inutile di quella non ancora costituita? Non si può andare a gravare ulteriormente il Paese di certi costi aggiuntivi proprio nel momento in cui si parla tanto di tagli alla spesa pubblica e di taglio ai costi della politica".
Riforme istituzionali: sarebbe disposto ad appoggiare una larga intesa? "Le larghe intese si possono prendere in considerazione solo quando dopo le elezioni si arriva ad un sostanziale pareggio, ma questo non sarà sicuramente il caso dell’Italia. Dovesse capitare una situazione del genere, è chiaro che si potrebbe trovare un’ampia intesa, ma soltanto per mettere a punto quelle poche necessarie riforme per poi tornare al voto. E tra queste includo anche la modifica del sistema elettorale, per ridare spazio alle preferenze, il che significa dare spazio e voce alla gente. Basta con le imposizioni".
Luca Marcolini
Ogni concorrente può partecipare con 2 corti (massimo 20 minuti). Le opere dovranno essere inviate in dvd o vhs, entro il 15 maggio, a CortoperScelta: contrada Marezi, 63010 Massignano