Prosegue il battibecco tra il sindaco e l'ex senatore. Ancora al centro della discussione il caso dei tre consiglieri comunali dell'Udc passati al Pdl alla vigilia del voto
Ascoli, 16 aprile 2008 - La replica di Amedeo Ciccanti al sindaco Celani non si è fatta attendere. "'Egregio signor sindaco di Ascoli - si legge in una lettera - non mi aspettavo le scuse, conoscendo la sua prosopopea, ma un'autocritica sì. Invece Lei rilancia e minaccia. Non è il mio stile. Le cattiverie preferisco subirle che farle".
Il botta e risposta tra sindaco e l'ex senatore (possibile eletto alla Camera) riguarda il caso dei tre consiglieri comunali dell'Udc passati al Pdl alla vigilia del voto. "Lei è fatto così, sa solo prendere - attacca Ciccanti - come ha fatto sfruttando il disorientamento di qualche consigliere comunale dell'Udc, anche per colpa della sua gestione personalistica del Comune".
"Le furberie - dice l'ex senatore Udc - possono solo aiutarla a togliersi qualche 'ulteriore soddisfazione politica' personale". ''Lei si candida a passeggiare in bicicletta e, bene che le andrà, a togliersi qualche sassolino dalle scarpe". "Il sottoscritto - prosegue - invece si candida al Parlamento a testimoniare la buona politica''.
''Più che volpe (così lo aveva definito Celani in un suo messaggio, ndr.) - conclude Ciccanti - dovrei sentirmi un pirla per essere stato come politico, e come ascolano, soggiogato impunemente da un sindaco eletto con i miei voti che li ha usati contro di me e contro un ascolano, per sostenere candidati di fuori provincia e fuori regione".
Ogni concorrente può partecipare con 2 corti (massimo 20 minuti). Le opere dovranno essere inviate in dvd o vhs, entro il 15 maggio, a CortoperScelta: contrada Marezi, 63010 Massignano