Arrestato un clandestino moldavo di 45 anni. La donna, in evidente stato di shock, è stata accompagnata all’ospedale di S. Omero, dove i medici le hanno riscontrato i segni inequivocabili della violenza
Martinsicuro, 26 aprile 2008 - Una ragazza di 29 anni, d’origini romane ma residente da anni a Villa Rosa, è stata violentata da un clandestino moldavo. L’uomo, Alexandru Ciochina di 45 anni, è stato arrestato poco dopo dai carabinieri della compagnia di Alba Adriatica con l’accusa di violenza sessuale. La donna, in stato di shock, è stata accompagnata all’ospedale di S. Omero, dove i medici le hanno riscontrato i segni inequivocabili della violenza. Abrasioni nelle zone interne delle cosce e liquido seminale nella vagina.
Il gravissimo episodio è accaduto poco prima della mezzanotte di venerdì, in via Franchi a Villa Rosa. La giovane donna stava andando, a piedi, a trovare un amico che abita in quella stessa via, quando si è imbattuta con l’uomo che ha iniziato a farle apprezzamenti, cui la ventinovenne non ha risposto. Ha allungato il passo cercando di raggiungere in fretta la casa dell’amico, ma l’extracomunitario l’ha afferrata e trascinata all’interno del cantiere della vicina scuola elementare, in ristrutturazione.
Nessuno ha udito le urla della malcapitata, che ha cercato di resistere con tutta la forza della disperazione, ma alla fine è stata costretta a soccombere e assecondare l’aggressore per evitare guai ancora peggiori. Quando l’uomo se n’è andato, lasciandola sola nel cantiere, la giovane donna ha telefonato all’amico che è arrivato sul posto in un batter d’occhio e subito dopo sono giunti anche i carabinieri che hanno fatto scattare le indagini.
I militari dell’arma sapevano che nella zona c’è un appartamento affittato da alcuni giovani romeni nel quale i militari dell’arma hanno deciso di fare irruzione. Seduto sul divano hanno trovato il violentatore che indossava lo stesso Jeans e la stessa maglietta descritta dalla vittima della violenza sessuale. Subito dopo gli investigatori hanno eseguito un sopralluogo nel cantiere della scuola, dove hanno trovato i brandelli degli slip della donna. I carabinieri, in poco tempo, hanno messo insieme una serie di elementi inequivocabili che hanno fatto scattare le manette ai polsi del clandestino moldavo, ristretto nel carcere Castrogno di Teramo, a disposizione della magistratura.
Su di lui pesa l’accusa di violenza sessuale. La donna è stata giudicata guaribile in 5 giorni, per le abrasioni subite alle cosce, ma i danni di carattere psicologico difficilmente cicatrizzeranno nella sua mente. Un ennesimo episodio di violenza contro le donne, per mano di un clandestino extracomunitario, che accentua il dibattito in corso in questi giorni sulla questione sicurezza e sulla certezza della pena.
Marcello Iezzi
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