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SAN BENEDETTO

Gioca 700 euro al lotto e non paga:
59enne condannata a sei mesi

I giochi d'azzardo creano dipendenza, possono distruggere e far contrarre debiti. E' successo anche ad Anna Luigia Bernabei, che non ce l'ha fatta a placare il suo desiderio di giocare nonostante non avesse i soldi per farlo

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lotto San Benedetto, 28 aprile 2008 - Gli italiani grandi giocatori d’azzardo? Indubbiamente, visto che l’Italia in quattro anni è passata dal terzo al primo posto per numero di giocate. Giochi che creano dipendenza e sono capaci di distruggere, portando a contrarre debiti.

 

E’ successo anche a San Benedetto, ed è costato ad Anna Luigia Bernabei, 59 anni, la condanna a sei mesi di reclusione (pena sospesa con i benefici di legge) inflitta dal giudice Giuliana Filippello, a seguito della contestazione del reato di insolvenza fraudolenta del pubblico ministero Pierluigi Acciaccaferri. Evidentemente era troppo forte il desiderio di giocare.

 

Così, nonostante la mancanza di denaro, la donna si era recata in una nota tabaccheria del centro giocando alla ricevitoria del lotto un consistente numero di schedine già precompilate, conversando, nel frattempo, con la moglie e la madre del titolare. Sino a quando è arrivato il momento di pagare 705 euro. Frugando nella borsa, la 59enne aveva annunciato di aver dimenticato a casa il portafoglio, sostenendo che sarebbe tornata di lì a poco per saldare il suo debito.

 

Una parola che non era stata mantenuta. A nulla erano valse le successive telefonate da parte del tabaccaio per sollecitare il pagamento, al numero di cellulare che la donna aveva lasciato. La Barnabei a quel punto aveva ammesso di non avere il denaro, a causa di difficoltà economiche e di salute. A dimostrazione della sua buona volontà, nel corso di un incontro aveva consegnato al titolare della tabaccheria la propria carta di identità, con il patto che l’uomo avrebbe restituito il documento non appena saldato il debito.

 

Qualche tempo dopo quel momento sembrava essere arrivato. La donna, infatti, proprio con la promessa di pagare quanto dovuto, aveva chiesto la restituzione del documento, indispensabile, a sua detta, per poter riscuotere l’importo che le era stato accreditato presso un istituto bancario. Cosa che avvenne. L’uomo, invece, attende ancora il pagamento delle giocate.

Stefania Mezzina










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