L’Aquilone era nata come una cooperativa sociale per il recupero dei lavoratori che si trovavano in una situazione di disagio sociale, attraverso un loro reinserimento nel mondo lavorativo. Ma da tre anni la situazione ha iniziato a complicarsi e ora i 50 operai che vi lavoravano sono stati licenziati
Ascoli, 15 maggio 2008 - "I soci continuano a lucrare, lavoratori licenziati", questo recita uno dei tanti striscioni esposti dai lavoratori dell’ex cooperativa sociale Aquilone, durante la protesta avvenuta ieri pomeriggio di fronte allo stabile, ora in mano al Consorzio Sviluppo Futuro.
L’Aquilone era nata come una cooperativa sociale senza scopo di lucro, per il recupero dei lavoratori che si trovavano in una situazione di disagio sociale, attraverso un loro reinserimento nel mondo lavorativo. Due anni la situazione ha iniziato a complicarsi e questo ha portato alla contrazione di ingenti debiti e al baratro negli ultimi mesi del 2006.
Nel gennaio successivo, all’Aquilone è subentrato il Consorzio Sviluppo Futuro con lo scopo di risanare l’azienda ma in un anno la situazione si è complicata ancora di più; i debiti, infatti, sono aumentati e la situazione dei lavoratori è peggiorata. Il Consorzio, inoltre, ha in mano altre ditte, nelle quali sono stati inseriti gli ex dipendenti della Sgl Carbon, la cui gestione è stata anch’essa oggetto di molte critiche.
Fatto sta che la cinquantina di operai che lavoravano all’Ama sono stati tutti licenziati ed ora si trovano senza occupazione. E’ stata inoltre avviata una procedura di mobilità; la prima fase del processo è stata espletata, ora sono disponibili ancora trenta giorni per trovare un accordo. "Vergogna... tornate a Latina", "Che la finanza e la magistratura indaghino", "Consorzio Sviluppo Futuro, che delusione, che sòla", gridano alcuni dei tanti altri striscioni esposti.
Alla civile protesta, inoltre, erano presenti anche molti esponenti sindacali; per la Rsu c’erano Carmela Sultano e Romano Gonnelli, per la Cgil Ubaldo Falcioni, mentre Giovanni Tomassetti rappresentava la Cisl. Inoltre, non poteva mancare il sindacalista della Uilcem Gianluca di Girolamo: "La situazione ci ha dato molto dispiacere, perché da una cooperativa sociale non ce lo aspettavamo. Il Consorzio, nel genaio 2007, promise un grande impegno per il risanamento dei debiti ma non ha fatto altro che peggiorare la situazione".
Matteo Porfiri
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