L'Udc continua a ripetere che il problema vero sono i programmi e la loro mancata attuazione, pur sottolineando ad ogni occasione la mancanza di fiducia e di garanzie riposte nel primo cittadino. A questo punto, comunque, bisognerà capire se le reiterate critiche si trasformeranno in un voto contrario
Ascoli, 22 maggio 2008 - Scontro frontale su Monticelli? Dopo la dura lettera al sindaco e l’aspra critica sul Prg, con i forti toni usati dall’onorevole Ciccanti in sala, ora c’è un grosso punto interrogativo che si staglia di fronte al percorso amministrativo della maggioranza all’Arengo: quello del Contratto di quartiere.
Difficile capire, cosa possa succedere al momento del voto sulla delicata ed importante delibera che, se approvata, potrebbe finalmente finire sui tavoli ministeriali per rincorrere i cinque milioni di euro promessi. Basterà attendere lunedì prossimo, quando la delibera tornerà all’attenzione del consiglio comunale dopo il rinvio nel corso della penultima seduta.
Un passaggio delicato, pur trattandosi di una seconda convocazione, proprio perché dopo l’approvazione della variante relativa a via dei Platani, adesso si tratta di andare a chiudere il cerchio, ma sicuramente in condizioni ‘ambientali’ non del tutto serene.
L’Udc, sia attraverso l’onorevole Ciccanti che il capogruppo, Manes, continua a ripetere che il problema vero sono i programmi e la loro mancata attuazione, pur sottolineando ad ogni occasione la mancanza di fiducia e di garanzie risposte nel primo cittadino. A questo punto, comunque, bisognerà capire se le reiterate critiche si trasformeranno in un voto contrario, in un’astensione o in un atto di adesione alle intenzioni del resto della maggioranza.
Il sindaco, da questo punto di vista, non intende sbilanciarsi e si limita a ricordare: “Nel precedente passaggio questa delibera l’hanno approvata…”. Non una parola di più. In ogni caso, c’è da considerare che la delibera dovrebbe anche trovare il voto dell’Alveare che, su questo terreno, ovvero il discorso di Monticelli e del Contratto di quartiere, si è sempre espresso alzando la mano per l’approvazione.
Il passaggio della delibera, inoltre, sembra agevolato dal fatto che essendo la seduta in seconda convocazione, sarà sufficiente la semplice maggioranza dei presenti per poter procedere alla votazione. Anche se, alla luce di quanto successo di recente, una mancanza del numero legale potrebbe essere sempre… dietro l’angolo.
E l’eventuale slittamento di tutta la delibera, dopo il consistente ritardo accumulato, potrebbe davvero rendere più difficile e allontanare quei finanziamenti che darebbero un senso a tutto l’intervento nel quartiere, aldilà della maxi-variante di matrice ‘privata’.
Il clima in ogni caso, sembra appesantirsi sempre più, seduta dopo seduta, soprattutto alla luce del fatto che tra commissioni consiliari e attese per nomine nelle partecipate e rimpasti più o meno fantasiosi, gli equilibri interni alla coalizione rischiano di scricchiolare.
Luca Marcolini
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