Alla 68° Fiera Internazionale della pesca, ad Ancona, i pescatori di San Benedetto hanno contestato al commissario europeo alla pesca, Joe Borg, che il costo del gasolio, sta rendendo impossibile la gestione delle imprese
San Benedetto, 27 maggio 2008 - "Abbiamo alzato la voce per farci sentire e perché, altrimenti, dovremo ormeggiare i motopescherecci alla banchina del porto e non pescare più, con tutto quello che ne consegue sia nel settore della commercializzazione del pescato che nell’indotto legato a filo doppio con il settore ittico''.
Alla 68° Fiera Internazionale della pesca, ad Ancona, gli armatori – pescatori di San Benedetto, con l’aggiunta dei ‘colleghi’ dell’Italia, Spagna, Francia, Portogallo e della Croazia, non hanno accolto con ‘rose e fiori’ il commissario europeo alla pesca, Joe Borg, anzi. Gli hanno spiattellato che il costo del gasolio, in continuo aumento dal dicembre 2007 (è direttamente proporzionale al costo di un barile di petrolio) sta rendendo impossibile la gestione delle imprese di pesca: sono più i costi che i benefici.
''A San Benedetto – dice il segretario della cooperativa ‘Progresso’, Giuseppe Carucci – gli armatori – pescatori della ‘Progresso’ hanno deciso di continuare con la ‘settimana corta’, cioè pescare solo 3 giorni invece dei precedenti 4, per diminuire i costi della nafta''. Un palliativo, tant’è che dopo il faccia a faccia con il commissario dell’Unione Europea, Joe Borg e di concerto con gli armatori – pescatori spagnoli, francesi, portoghesi e croati, gli esponenti delle marinerie italiane hanno preannunciato lo stato di agitazione che è iniziato ieri.
Inoltre dal 30 maggio e fino a ''quando gli Stati europei non ci daranno precise garanzie – è stato ribadito dai vertici della cooperativa ‘Progresso’ – l’intera flotta peschereccia di Italia, Francia, Portogallo, Spagna e Croazia si fermerà proclamando lo sciopero ad oltranza''. Il perché è semplice. L’Unione Europea non può fare granché per diluire il costo della nafta, perché di competenza dei rispettivi Stati. Di qui, è stata preannunciata una nuova assemblea della cooperativa ‘Progresso’ dove si deciderà il da farsi. Anche se, come dicono i bene informati, i contatti via radio tra i pescatori delle diverse marinerie, danno per certa la conferma dello sciopero ad oltranza.
Venerdì, comunque, il delicato argomento sarà nuovamente posto all’ordine del giorno e la prossima mossa sarà quella di far pervenire al ministro Zaia, responsabile del Ministero alle Risorse Agroalimentari (compreso il settore Pesca), un documento dove sarà chiesto un incentivo economico per diluire l’escalation del costo del gasolio. Altrimenti, niente più pesce all’asta del Mercato Ittico.
''Oppure – come evidenzia il responsabile della Federpesca, Antonio Grossi – il pesce ci sarà ma per pochi, quelli che potranno spendere molto di più per permettere alle imprese di pesca di ammortizzare il costo del gasolio''. Detto in termini spiccioli, il prezzo del pesce doc dell’Adriatico andrà caro come l’oro ''e tutto questo – la conclusione degli armatori – pescatori – si rifletterà, negativamente, sulla filiera ittica''.
Pasquale Bergamaschi
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