L'Udc non fa approvare la maxi-variante, ma il sindaco riproporrà il 'pacchetto' nella prossima seduta. Tutto bloccato, dunque, per un’altra settimana
Ascoli, 28 maggio 2008 - Il contratto di quartiere e Monticelli inciampano nel muro delle eccezioni procedurali eretto da Ciccanti e dai rappresentanti dell’opposizione. Ed alla fine è ancora una stop.
Un brusco stop per mancanza del numero legale (praticamente concordato a tavolino, vista la tarda ora) che rinvia al prossimo 5 giugno l’attesa approvazione definitiva del progetto di riqualificazione del quartiere più popoloso della città ma che, al tempo stesso, conferma in toto il clima di frizione interno alla maggioranza dopo l’esodo dei tre consiglieri dall’Udc al Gruppo autonomo piceno.
Inutile nascondersi dietro la questione delle tematiche e dei programmi: il percorso amministrativo che conduce verso le prossime elezioni comunali, ormai, è destinato a trascinarsi tra scontri verbali, polemiche, dissonanze e sgambetti reciproci.
E adesso il sindaco si ritrova a rinviare il tutto alla prossima seduta, con la necessità di stringere i tempi e concludere un iter che si prolunga ormai da troppo tempo, lasciando… ad ammuffire i cinque milioni di euro che attendo al ministero.Tutto bloccato, dunque, per un’altra settimana. Tutto in freezer a seguito di una discussione consiliare interminabile proprio per l’apertura di uno scenario ricco di interventi che nasceva dall’eccezione ciccantiana sugli equilibri nelle commissioni.
L’onorevole, infatti, serviva all’opposizione, su un piatto d’argento, il tema del mancato rispetto delle rappresentanze nelle commissioni consiliari – come già scritto da Manes al sindaco nella famosa lettera di qualche settimana fa – facendo notare l’assenza dell’Udc proprio nell’organo consultivo urbanistico. Ed ecco, quindi, la richiesta di andare ad approfondire il dibattito, punto per punto, in consiglio comunale, per poter dare voce e spazio a tutte le componenti.
Da quel momento si apriva la serie di interventi a raffica che conduceva dritti dritti fino alle 2 di notte, tra pizze e ‘fughe’ notturne. Alla fine, lo stesso sindaco capiva che bisogna alzare le mani e arrendersi allo slittamento, essendo diventato impossibile, visti i tempi, arrivare all’approvazione definitiva.
La scelta del far mancare il numero legale, a quel punto, diventava un facile strumento per chiudere il discorso lasciando però la possibilità di riprendere dalla prossima seduta l’argomento con i crismi della seconda convocazione. E quindi ripartendo dal punto di interruzione e con la possibilità di votare a maggioranza dei presenti.
Ma l'altra porta sbattuta in faccia alle proposte di maggioranza riguardava, poco prima del caso Monticelli, la variante per il Piano a Lu Battente. Anche qui, su una richiesta di Cesare Celani (Forza Italia) si innescava un approfondimento – con Ciccanti ancora protagonista – per cercare di capire meglio se ci si trovasse di fronte ad indirizzi politici della giunta o scelte dirigenziali. Alla fine, la decisione era quella del ritiro della delibera.
Luca Marcolini
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