Gli armatori s'incontreranno per decidere se continuare a scioperare ad oltranza oppure tornare in pesca ed attendere i risultati degli incontri di Bruxelles e di Roma in programma il 3 e 4 giugno
San Benedetto, 30 maggio 2008 - Detto e fatto. La marineria di San Benedetto, di concerto con quelle italiane, portoghesi, croate, francesi e spagnole (sembra che questi ultimi due Governi abbiano anticipato alcune agevolazioni per diluire il ‘caro – gasolio’), è entrata in sciopero e questa mattina gli armatori – pescatori della flottiglia peschereccia si incontreranno nell’assemblea collettiva.
Che, come per i ‘colleghi’ italiani, avrà come punto all’ordine del giorno la decisione di scioperare ad oltranza oppure tornare in pesca ed attendere il risultato del doppio appuntamento, in calendario il 3 e il 4 giugno. Il primo a Bruxelles, il 3 giugno, è stato anticipato dalla Lega Pesca. Sarà un confronto con il commissario europeo della pesca, Joe Borg e con i tecnici per vedere "se è possibile scovare qualche contributo tale da ammortizzare l’escalation del costo del gasolio – dicono gli addetti della cooperativa pescatori ‘Progresso’ – e permettere alle imbarcazioni di piccola e media stazza di pescare sapendo che tra costi e ricavi l’ago della bilancia alla fine si sposterà verso i ricavi".
Alternative che azzererebbero lo sciopero anche se le ultime notizie che arrivano da Bruxelles non sono certamente confortanti: "La Commissione europea – ha detto il portavoce del commissario Borg – non prevede di rivedere gli aiuti al settore pesca". Il secondo appuntamento è in calendario a Roma il 4 giugno ed è stato preannunciato dalla Federcoopesca.
Sarà un faccia a faccia con i senatori della Commissione Agricoltura che dovranno ‘sponsorizzare’ il pacchetto delle proposte presentate, unitariamente, dalla Federcoopesca, Lega Pesca, Federpesca e Agci Pesca. Quali proposte? Intervenire sulle modalità del ‘riposo biologico’, inserendo nel ‘monte contributi’ anche le imprese di pesca (agevolazione che andrebbe ad incidere, positivamente, sul costo gasolio) e portare l’Iva che grava sul settore pesca (il 10 %) al 4 %, alla pari dell’Iva agricola.
Solo a queste condizioni lo sciopero ad oltranza delle marinerie italiane sarà scongiurato. Per concludere, c’è da aggiungere che San Benedetto torna in primo piano nelle cronache nazionali televisive. Dopo il servizio del collega Remo Croci (ieri sera, alle ore 20), questa mattina, alle ore 8, il Tg 5 proporrà in diretta uno spaccato sullo sciopero ad oltranza promosso dalle marinerie italiane, francesi, spagnole, portoghesi e croate, contro l’indiscriminato aumento del prezzo del gasolio. Un contributo dell’informazione affinché le imprese di pesca non chiudano i battenti, innescando la crisi del settore ittico: niente pesce a tavola.
Pasquale Bergamaschi
E’ accaduto nella scuola di via Ferri, dove i militari delle fiamme gialle hanno tenuto una lezione sulla legalità. Gli applausi più forti sono andati al cane lupo Oplà, che con i suoi addestratori ha eseguito una dimostrazione di ricerca di sostanze stupefacenti