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SCIOPERO DEI PESCHERECCI

Pescatori 'caricati' a Bruxelles
A San Benedetto blocco totale

Più paura che danni in Belgio, dopo gli scontri tra la polizia e i pescatori manifestavano contro il caro gasolio. Intanto a San Benedetto chiudono i ristoranti, disponibili solo i crostacei

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San Benedetto, lo sciopero dei pescatori San Benedetto, 5 giugno 2008 - È tornata senza problemi a San Benedetto la delegazione degli armatori – pescatori coinvolta nei violenti scontri a Bruxelles, innescati dalla risposta di alcuni membri del ‘gabinetto’ del commissario europeo per la pesca, Joe Borg, assente perché a Riga: ''Non c’è una soluzione immediata anche se la crisi del settore ittico per il caro – gasolio e per gli altri costi che gravano sul bilancio delle imprese di pesca, è immediata. Le soluzioni – è stato ribadito ai 10 esponenti delle marinerie italiane e francesi – sono a medio termine e la Commissione Europea sollecita gli Stati membri a ricorrere al Fondo europeo per la pesca per ovviare allo sciopero ad oltranza''.

 

Solo parole, insomma. Così è esplosa la rabbia dei circa 1.000 pescatori che, con i francesi in primis, hanno iniziato a lanciare razzi, fumogeni e sampietrini contro il palazzo Berlaymont, facendo scattare le cariche della polizia belga lungo Rue de la Loi, chiusa al traffico. Dove sono stati incendiati cassonetti e alcune auto, divelto delle pattumiere e la tensione ha dato il là ad un ‘fuggi fuggi’. Anche della delegazione della marineria di San Benedetto che, solo nel pomeriggio, ha ripreso la strada di casa. Per oggi pomeriggio è stata preannunciata l’assemblea degli armatori – pescatori per fare il punto di quanto è stato detto ed accaduto a Bruxelles e per decidere cosa fare nei prossimi giorni.

 

Dalle anticipazioni, viene dato per certo che lo sciopero a tempo indeterminato proseguirà, sicuramente, fino a domenica. Inoltre, l’11 giugno, nell’incontro – confronto preannunciato dal ministro Zaia, tutti a Roma a protestare alla sede del Ministero delle Risorse Agroalimentari. Comunque fino a domenica niente pesce fresco dell’Adriatico e neppure quello di importazione, filtrato tra le maglie del ‘Comitato di controllo’ dell’area del porto e finito nei frigoriferi dei ristoranti e degli stabilimenti balneari. Ieri mattina, alcuni pescatori hanno invitato Pietro Merlini, proprietario della ‘catena’ alimentare ittica, a non rifornire i ristoratori e i concessionari di spiaggia.

 

Il blocco ha dato un risultato positivo. I dipendenti sono stati mandati anzitempo a casa. Domanda: fino a quando si potrà portare avanti lo sciopero ad oltranza, con gli evidenti contraccolpi all’economia che ruota intorno al settore ittico?










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