Gli armatori con le imbarcazioni per la pesca a strascico sono stati favorevoli al ritorno in mare, mentre i motopescherecci che pescano a coppia e i lamparisti hanno optato per "continuare lo sciopero"
San Benedetto, 13 giugno 2008 - Quaranta contro trenta per tornare in pesca. Si è conclusa, ieri pomeriggio, con il risultato dello scrutinio dei punti di vista degli armatori – pescatori della flottiglia di San Benedetto, sul si o no alla conclusione dello sciopero ad oltranza, la giornata dedicata all’analisi di ‘quello che fare’.
Nell’assemblea mattutina, al Mercato Ittico, erano stati espressi pro e contro allo sciopero a tempo indeterminato. Due le ‘opposte fazioni’. I promotori dell’attesa, con la proposta di rinvio della decisione di tornare in mare solo dopo i risultati dell’incontro – confronto con il ministro delle Risorse Agroalimentari, Luca Zaia, in calendario lunedì 16 giugno a Verona Fiera e i promotori dello stop al fermo pesca.
Cioè, basta con lo sciopero ad oltranza e con i motopescherecci all’attracco al porto di San Benedetto, considerando i pochissimi riscontri, "solo promesse, ma di atti concreti nessuno", dopo ben 13 giorni di blocco della pesca, oltretutto in campo nazionale ed europeo. Così, l’alternativa democratica: votare. E il voto, principalmente degli armatori con le imbarcazioni che operano la pesca a strascico, è stato favorevole al ritorno in mare.
I ‘volantisti’, cioè i motopescherecci che pescano a coppia e i lamparisti hanno invece optato per "continuare lo sciopero, altrimenti getteremo alle ortiche l’azione di protesta fatta finora sul caro gasolio che, tra l’altro, è aumentato superando i 90 centesimi di euro". Cioè, il peggio del peggio. Beninteso, il voto dei 40 favorevoli al ritorno in pesca non vale come legge e il motivo è semplice.
Questa mattina è in programma a Civitanova Marche l’assemblea generale delle marinerie dell’Adriatico, con l’aggiunta di qualche delegazione degli armatori – pescatori del Tirreno. Qui, il parere dei ‘favorevoli’ potrebbe essere ribaltato dalla maggioranza degli ‘irriducibili’.
Della serie: potrebbero averla vinta quanti sostengono che lo sciopero debba continuare, fino alle ‘buone nuove’ preannunciate dal ministro Zaia: fermo tecnico e Iva dal 10 al 4 %. Insomma, tutto bolle ancora in pentola e da Civitanova potrebbe arrivare la conferma dello stop della pesca. Che andrebbe a penalizzare, ulteriormente, il settore della ristorazione. L’esempio lampante è quanto annunciato dal ristoratore Vittorio Cameli. Non avendo più il pesce doc dell’Adriatico da offrire ai clienti, dopo la chiusura forzata, questa sera riaprirà i battenti proponendo menù di carne, funghi e tartufo.
Pasquale Bergamaschi
L’atmosfera dei chiostri dei conventi, gli odori che vengono su dalle cucine e poi i sapori a deliziare i palati fini, possono essere sommati in un solo logo: la ‘Cucina dello spirito’. Gli appuntamenti: sabato 14 giugno a Monsampolo, il 25 e 26 luglio a Monteprandone e il primo agosto ad Offida