Solo dopo l'autopsia si potrà chiarire se l'uomo, un 32enne di origini calabresi, sia morto per cause naturali o legate al suo stato di dipendenza dagli stupefacenti. Per ora sul suo corpo non sono state trovate tracce di violenza
Ascoli, 19 giugno 2008 - Era sparito da alcuni giorni e i responsabili del Sert a cui si rivolgeva hanno dato l'allarme. Ma quando i carabinieri sono accorsi nel suo appartamento di via Orsi era già troppo tardi, l'uomo era senza vita all'ingresso della porta del bagno.
L'uomo, 32 anni di origini calabresi, fratello di un malavitoso locale, potrebbe essere morto per cause naturali o legate al suo stato di dipendenza dagli stupefacenti. Ma sarà solo l'autopsia, affidata dal pm Adriano Crincoli a Claudio Cacaci, a stabilire le reali cause del decesso. Secondo una prima analisi fatta dal medico legale, sul corpo del ragazzo non sono state trovate tracce di violenza.
L'appartamento in cui abitava l'uomo era chiuso dall'interno e la chiave era stata disposta in un'armadio. In casa non sono state rinvenute siringhe o tracce di stupefacenti, ma solo alcuni flaconi di metadone. L'uomo, disoccupato e con qualche precedente, veniva già tenuto sotto controllo dalle forze dell'ordine per la sua parentela.
L’atmosfera dei chiostri dei conventi, gli odori che vengono su dalle cucine e poi i sapori a deliziare i palati fini, possono essere sommati in un solo logo: la ‘Cucina dello spirito’. Gli appuntamenti: sabato 14 giugno a Monsampolo, il 25 e 26 luglio a Monteprandone e il primo agosto ad Offida