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"Dateci tempo e vi stupiremo"

Piccioni non ha alcuna intenzione di dimettersi: ''La società ha fiducia in me''
 

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Piccioni, allenatore della Samb San Benedetto, 1 ottobre 2008 - La storia si ripete. La Samb ha rimediato un solo punto nelle prime cinque giornate di campionato. Accadde nel primo anno della gestione Tormenti quando il ko di Salerno (i rossoblù furono sconfitti per 5 a 1) portò all’esonero di Calori e fu poco diverso l’anno dopo. I punti rimediati furono due e la crisi si protrasse fino alla 12ª giornata prima che Ugolotti fosse sollevato dalla panchina.

 

Oggi c’è un aggravante in più: la Samb è l’unica squadra di tutta la Lega Pro ancora a secco di gol. ''E’ un dato di fatto — ha detto il tecnico Piccioni — che non siamo ancora riusciti a segnare. Stiamo analizzando questo aspetto. Le motivazioni potrebbero essere tante. Il rammarico non è tanto per la gara di domenica a Ferrara quanto per quelle precedenti. Contro la Spal, al di là dell’ingenuità sulla quale abbiamo preso subito gol, siamo stati bene in campo. Non significa che tutto vada bene. In questo momento Cigan si adatta ma non è una prima punta. Spero per una volta già dalla prossima partita di riuscire a mettere in campo la squadra che avevo in mente all’inizio del campionato''.

 

Come ha visto la Samb a Ferrara? ''A Ferarra siamo stati più aggressivi ma dobbiamo saper sfruttare le nostre caratteristiche. Abbiamo giocato corti, riuscivamo a togliere alla Spal gli appoggi. Ora spero di riuscire a rimettere in condizione il reparto offensivo recuperando Pippi e Morini. Il problema della Samb è rimettere qualche giocatore nella propria posizione in campo e riuscire a lavorare con lo stesso organico per tutta la settimana. Dall’inizio non ho mai schierato la stessa formazione? Non c’è stata la disponibilità. Sono stato sempre costretto a cercare qualcuno che si adattasse al meglio in un altro ruolo. Dobbiamo soltanto lavorare sperando che ci sia il tempo''.

 

Dunque Piccioni si sente in discussione? ''Se non lo facessi sarei un presuntuso. Io so che questa squadra può risalire la china. Ci serve un risultato positivo. A Ferrara ho visto la squadra viva e abbiamo fatto una prestazione decente''.

 

Nel mirino della contestazione al rientro di Ferrara c’è finito anche lei? ''Dimettermi? Parlo giornalmente con la società e se mi accorgessi che venisse meno la fiducia nei miei confronti sarei il primo ad andare dal presidente. Ma c’è stima e la verifico ogni giorno. I miei errori? Sicuramente contro il Portogruaro, quando ho schierato tre mezze punte e una punta, con due centrocampisti siamo andati in difficoltà. Ma a mano a mano che lavori con la squadra ti rendi conto che i giocatori possono avere caratteristiche diverse e possono essere sfruttate in altro modo. Accetto ogni critica ma non gli insulti personali. Sono di San Benedetto e questo è un maggiore stimolo, una doppia voglia di uscire da questa situazione''.

Sabrina Vinciguerra










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