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Fischi e contestazioni: una storia senza fine

Tormenti non si lamenti, è in ottima compagnia 

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Giovanni e Michele Tormenti, Samb San Benedetto, 7 ottobre 2008 - Il presidente Giovanni Tormenti non parla più con gli esponenti degli organi di informazione se non per bacchettare un collega e per cacciare tutti dalla sala stampa del 'Riviera delle Palme'. Dicono i bene informati: è arrabbiato per la contestazione dei tifosi, come del resto il tecnico Enrico Piccioni che dichiara testualmente: ''Mi vergogno di essere sambenedettese''. Atti e parole troppo forti che non possono passare sotto silenzio. La Samb non vince perché non fa gol e non solo.

 

Non dà neppure l’impressione di poter uscire da questo tunnel, perché non gioca, non sembra avere neppure uno schemino semplice semplice da mettere in pratica contro le avversarie di turno sul rettangolo di gioco. Ci sembra un’assurdità che mister Piccioni pretenda che il popolo del tifo applauda, inciti e sostenga una sorta di Armata Brancaleone per i 90 minuti e oltre di gioco e che, al triplice fischio finale, venga giù anche il ‘diluvio universale’.

 

Non è umano anche perché gli spettatori pagano un biglietto, caro o meno che sia, e hanno tutto il diritto di dire la loro: nel bene e nel male. Logicamente, non invettive alla persona, anche se nel calcio se ne sono viste e sentite di tutti i colori.

 

Tornando a bomba, quello che più sconcerta e la posizione del presidente Giovanni e dei fratelli Tormenti, almeno per quello che si dice e si sa. Sono permalosi e non poco, specialmente al confronto con i predecessori. Stralciando, perché ne hanno fatto più di Carlo in Francia, Antonio Venturato (fallimento della Samb Calcio), ‘Lucianone’ Gaucci e figli (nonostante la doppia promozione dalla serie D alla C1, è stato poi sprofondato nel tornado della contestazione), Umberto Mastellarini (il primo anno con Ballardini in panchina fece godere il pubblico sportivo e poi subissato dalle polemiche) e, dulcis in fundo, Alberto Soldini (altro fallimento rossoblù), vorremmo riportare alla memoria dei Tormenti la gestione del presidente Ferruccio Zoboletti, quando la Samb militava nel campionato di serie B.

 

Quante ne ha sentite e viste il ‘povero’ Ferruccio che, inoltre, fu costretto a rimetterci fior di milioni. Zitto, sempre con l’innegabile stile del signore doc, ha continuato a reggere le sorti della Samb Calcio, uscendo dalla scena senza che nessuno se ne accorgesse, senza polemiche e amari rammarichi.

 

Caro presidente Tormenti, ci creda, lei e i suoi fratelli, non state al centro della contestazione (che forse meritate anche per le promesse non mantenute e per il fatto che, ogni tanto, corre voce che vogliate vendere la Samb), ma nel cuore di una forma di cacio.

Pasquale Bergamaschi










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