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Due nuove ‘medicine’ per eliminare
il male delle lunghe liste d’attesa

Gentili, commissario della Zona territoriale 13, adotta due rimedi: numero verde per annullare le prenotazioni, in modo da liberare dei posti, e la messa a punto di un sistema informativo gestionale delle cure primarie

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Una visita medica Ascoli, 15 ottobre 2008 - L’Asur 13 scende in campo per ‘combattere’ le liste di attesa e per assicurare ai cittadini una maggiore celerità nell’accesso ai servizi sanitari. Due saranno gli strumenti dei quali la Zona territoriale 13 si servirà per alleggerire soprattutto quelle liste che presentano maggiore criticità.

 

Si tratta dell’attivazione di un numero verde (800733678) per la disdetta delle prenotazioni, che entrerà in funzione dal mese di novembre, e della messa a punto di un sistema informativo gestionale delle cure primarie.
Il primo, inserito nella campagna dal titolo ‘Disdici la prenotazione, metti il tuo posto a disposizione’, permetterà di combattere il fenomeno dell’assenteismo alle visite da parte degli utenti causato da una mancata disdetta della prenotazione.

 

Il secondo, invece, fa parte di un piano di lavoro che vede coinvolti i medici di assistenza primaria (meglio conosciuti come medici di medicina generale) e gli specialisti delle diverse unità operative. In sostanza, il medico di famiglia, una volta valutata l’urgenza, può evitare al paziente il passaggio attraverso il Centro di Prenotazione Unico mettendosi direttamente in collegamento telematico con lo specialista e fissando con lo stesso una visita entro sette giorni.

 

''Sono stati individuati – spiega il direttore della macroarea territoriale, Maria Teresa Nespeca – cinque percorsi che esulano dall’intermediazione del Cup, ma dei quali si occuperà il medico di medicina generale e il responsabile clinico. Riguardano la radiologia, oculistica, pneumologia, urologia ed ortopedia. Il medico ha un collegamento diretto con lo specialista, oppure dirotta il paziente alla segreteria delle cure domiciliari''.

 

Proprio ai cinque percorsi di urgenza, non a caso, corrispondono le maggiori criticità in termini di liste di attesa. Basti pensare, infatti, che per una visita urologica i tempi di attesa vanno dai tre ai sei mesi (meno di trenta giorni per sospette neoplasie) e, ancora, per una visita oculistica 60 giorni fino ad arrivare ad 8 mesi massimo, così come per l’anatomia patalogica per la quale i tempi di attesa sono davvero moto lunghi.

 

''E da agosto – dice il commissario della Zona territoriale 13, Gilberto Gentili – che stiamo lavorando su questo problema delle liste di attesa che presentano maggiori criticità. Abbiamo notato che nelle liste lunghe le persone prenotano, ma poi risolvono in altro modo causando così il fenomeno di liste non piene. Allora abbiamo deciso di operare in due modi: il primo chiedendo ai cittadini un atto di cortesia mediante la telefonata della disdetta che permetterà a qualcuno di inserirsi al suo posto, il secondo agendo sull’offerta''.

Lorenza Cappelli










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