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LA PROTESTA

A Roma sfilano duemila marchigiani
per dire 'no' alla riforma Gelmini
"Salviamo la scuola pubblica"

Sono partiti dalle Marche 38 pullman. Francesca Conti, segretario Cisl, ricorda come la legge preveda tagli nella regione per circa 2800 posti, tra docenti (1600) e personale Ata (1200). Manifestazioni anche a Pesaro, Macerata, Ascoli e Ancona. Forza Nuova: "La scuola non ha colore politico"

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Studenti in piazza contro la Gelmini (foto Ferraro/Ansa) Ancona, 30 ottobre 2008 - Un tassello consistente della manifestazione anti-Gelmini a Roma era marchigiano. Sono partiti dalla regione 38 pullman che hanno portato nella capitale oltre 2mila persone per unirsi al coro di no organizzato da Cgil, Cisl, Uil Snals Confsal e Gilda contro i provvedimenti appena approvati in Senato rivoluzioneranno il mondo della scuola.

 

“Una rivoluzione che ci farà compiere grandi passi verso il passato. Il Governo, rispetto a temi fondamentali come la scuola, non può decidere con azioni improntate al puro dirigismo. Un ampio dialogo è ancora possibile invece perché, pur passati in Senato, per la trasformazione in legge i provvedimenti del Ministro necessitano ancora della discussione e approvazione dei relativi decreti attuativi.

 

C’è quindi margine per modificare questa riforma impedendo che si trasformi invece in quella controriforma che si configura allo stato attuale ” sostengono Francesca Conti, segretario Cisl Scuola Marche, e Stefano Mastrovincenzo, segretario Generale Cisl Marche, a Roma per partecipare al corteo insieme ad una folta rappresentanza della Cisl Marche. Francesca Conti ricorda inoltre come le stesse associazioni sindacali abbiano stimato tagli nella regione per circa 2800 posti di lavoro di cui 1600 di personale docente e 1200 di personale Ata.

 

“Siamo arrivati al limite, gli istituti delle Marche non possono sopportare nuovi tagli visto che sono già costretti ad affrontare una situazione particolarmente grave – sostiene Conti – Ma Non solo,con l’approvazione del decreto la scuola subirà effetti devastanti e le Marche saranno nel mezzo della bufera. Altro che tempo piano garantito, il tempo è pesantemente a rischio.

 

Per non parlare del rapporto tra alunni portatori di disabilità e docenti che già oggi è passato da 2,2 a 1,9. Adesso rischiamo anche di peggiorare questo rapporto e non migliorarlo come auspicheremmo. Oggi siamo in tanti in piazza, la risposta che arriva dall’Italia e così pure dalle Marche è stata confortante ma le prospettive che si aprono con l’approvazione in Senato sono davvero preoccupanti. Per la scuola tutta e per l’intera società che vuole guardare al futuro con serietà”.
 










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